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Compendio di miglioramento e sviluppo personale

Zen

  • Tratti gli altri con giustizia e imparzialità
  • La mancanza di rispetto o i giudizi ingiusti nei tuoi confronti si ripercuotono su chi le emette non su di te
  • Conosci te stesso le tue passioni e i tuoi valori
  • Se non piaci a qualcuno può dispiacertene ma non intacca il tuo valore e la tua percezione del tuo valore…
  • se hai obiettivi realistici non c’è nessun motivo per cui potresti non ottenerli
  • Sei consapevole di poter migliorare, nonostante ciò accetti e valorizzi ciò che sei oggi
  • Hai diritto di sbagliare per imparare
  • La tua felicità e la tua realizzazione sono scopi nobili se ottenuti con mezzi onesti
  • Coltivi e mantieni l’abitudine di espandere le tue conoscenze e imparare
  • Accetti le tue mancanze anche se non le approvi
  • Le tue debolezze non ti rappresentano e non ti definiscono
  • La tua realizzazione dipende da te, ne sei responsabile
  • La tua felicità dipende da te ne sei responsabile
  • Il tuo comportamento con gli altri dipende da te ne sei responsabile
  • La presa di coscienza della tua responsabilità ti dà potere, se dipendesse  dagli altri potresti farci poco o niente, ma dipende da te, il cambiamento è sotto il tuo dominio.
  • Non attendi nessuno che ti corregga, sorregga, redima, scelga, agisca per te
  • Se vuoi raggiungere un obiettivo devi avere un piano e devi metterlo in atto, verificare i progressi e avere una strategia flessibile;  la cambierai ogni volta che non funziona, perseverai e ti rialzerai dopo ogni fallimento
  • Sei onesto e affidabile,  dici quel che farai e fai quello che dici
  • Ami gli altri

Post ispirato da “I Sei Pilastri dell’Autostima” di Nathaniel Branden

I Sei Pilastri dell'Autostima I Sei Pilastri dell’Autostima
Nuova edizione
Nathaniel Branden
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foto di g0upil da Flikr rielaborata
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Ottenere risultati con altri (colleghi, figli)

se hai fretta clicca qui

Come puoi fare in modo che gli altri agiscano come desideri in vista di un obiettivo comune e che gli altri siano felici di farlo?

Che si tratti di collaboratori da indirizzare verso gli obiettivi aziendali o di figli da educare il problema di convincere l’altro ad agire per il raggiungimento di un determinato scopo è un problema non da poco.

Certo, puoi chiedere, o puoi pretendere. Probabilmente ti capiterà di fare prima l’una poi l’altra cosa. Ma questo non ti garantisce che l’altro segua le tue indicazioni.

A volte l’altro può rifiutarsi di agire come richiesto. Più spesso non opporrà un netto rifiuto ma piuttosto dissimulerà, rinviando, accampando scuse, facendo qualcosa ma non tutto. E la dissimulazione disarma. Di fronte a un rifiuto puoi ribattere. Di fronte alla dissimulazione sei senza difese.

Cosa fare?

Per prima cosa occorre portare l’altro dalla tua parte. Se non vuole fare qualcosa è perché non percepisce il beneficio che ne trae, o lo svantaggio che evita. Spesso, non sempre, un reale beneficio per il tuo interlocutore esiste.

Quale è il vantaggio che l’altro trae dal comportamento o dal compito richiesto, cosa implicherebbe per lui comportarsi diversamente o non portare a termine il suo compito? 

La risposta a questa domanda fornisce argomentazioni da utilizzare per convincere l’altro ad agire come richiesto.

Secondo: Se non agisce come desideri chiediti se hai qualche responsabilità per il suo comportamento. Sei sicuro che l’altro abbia ben compreso cosa deve fare? Cosa ti aspetti esattamente da lui? In che tempi? Hai condiviso un sistema di misurazione del risultato? Come farete a sapere con certezza che il compito è stato portato a termine o che l’obiettivo è stato raggiunto. Avete fissato dei momenti intermedi di verifica?

Spesso si danno prescrizioni frettolose, senza prendersi il tempo necessario per spiegare in dettaglio cosa ci si aspetta, per quando lo si desidera e in base a quali criteri il lavoro sarà valutato.

Rispondi alle domande precedenti e avrai la certezza di evitare questi errori banali ma frequenti.

Terzo: hai coinvolto l’altro nella decisione relativa agli obiettivi, le modalità per ottenerli, i tempi entro i quali vanno raggiunti? Quanto l’hai reso partecipe, attenzione, non ho detto l’hai fatto sentire partecipe, ma l’hai realmente reso protagonista della definizione del compito e dell’obiettivo e delle modalità attraverso le quali raggiungerlo?

Più che pretendere conviene chiedere. Comunica i vincoli esterni, le scadenze, gli obiettivi aziendali o della famiglia, i regolamenti. Verifica che siano chiari e poi chiedi all’altro come pensa di dover agire per ottenere il risultato, in che tempi (naturalmente che siano compatibili con i vincoli indicati), quali strumenti intende utilizzare. Riprendi le domande del secondo punto e ponile al tuo interlocutore. Poi riprendi il primo punto e chiedigli quali siano i vantaggi per lui nel rispettare l’obiettivo. Focalizza l’attenzione su tali benefici e attiverai la sua motivazione.

Quando hai eseguito i tre passi formula un accordo esplicito. Riassumi quanto vi siete detti e chiedi se l’altro ha delle osservazioni. Se le ha, discutile, altrimenti chiedi il suo accordo esplicito: “Allora siamo d’accordo?”. La sua risposta affermativa lo vincolerà. Se è il caso puoi anche inviare una mail riassuntiva chiedendo una sua risposta di conferma.

Gli accordi espliciti e ben definiti sono la via più sicura per ottenere risultati dagli altri. Prova con i tuoi collaboratori, ma anche con i tuoi figli.

Quale è la tua esperienza? Ti è capitato di avere difficoltà ad ottenere qualcosa dai tuoi colleghi? E con i tuoi figli? Lascia un commento.

Prova a mettere in pratica quanto sopra e condividi la tua esperienza, rendimi partecipe lasciando un commento. Grazie.

Agisci subito

Per ottenere risultati con gli altri:

  • Punta sui benefici che traggono dal raggiungimento dello scopo comune. Rendi espliciti i vantaggi, esponili puntando sulle emozioni positive che puoi suscitare in loro. Dosa argomentazioni logiche e emozioni
  • Chiarisci in maniera cristallina gli obiettivi, le aspettative, come verranno misurati i progressi e il raggiungimento del risultato e i tempi attesi per farlo.
  • Fai che sia l’altro a decidere come giungere all’obiettivo, a descrivere il percorso, le modalità. Fai in modo che si senta parte del progetto, o meglio, rendilo concretamente coprotagonista del progetto.
  • Rendi tutto ciò parte di un accordo esplicito. L’accordo rende molto più facile ottenere l’impegno degli altri.

“Il lavoro di squadra è l’abilità di lavorare insieme verso una visione comune. L’abilità di dirigere ogni realizzazione individuale verso un’obiettivo organizzato. E’ il carburante che permette a persone comuni di ottenere risultati non comuni.” (anonimo)

Comunicare in Famiglia, Comunicare con gli Altri
Comunicare in Famiglia, Comunicare con gli Altri
Tu ed io, noi e loro
Luciano Sparatore
Dimmi di più

100 Regole per Motivare gli Altri
100 Regole per Motivare gli Altri
Come riescono i grandi leader a ottenere risultati incredibili senza far impazzire i propri collaboratori
Steve Chandler, Scott Richardson
Dimmi di più

Clicca qui se vuoi imparare a dire di no!

Dire di no ti fa soffrire, dire di sì, ancora di più 

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Relazioni, relazioni, relazioni: com’è facile renderle difficili!

(Se hai fretta clicca qui )

“E’ colpa tua!”

“Mia? Se tu non avessi….”

“Io? Tu piuttosto, perché ti sei comportato così?”

Quante volte in una relazione ti è capitato di ritrovarti in un battibecco come questo?

E’ possibile migliorare le relazioni con gli altri e uscire in modo soddisfacente da una discussione?

Certamente! Ecco alcuni consigli.

Il punto cruciale e impegnativo da accettare e gestire è che in una discussione occorre andare oltre le parole. Occorre sforzarsi di comprendere l’altro, le sue emozioni, i suoi stati d’animo, le sue reali intenzioni. Occorre distinguere i fatti dai pregiudizi.

Facile? No. Ma provaci.

No presumere di sapere tutto, cerca di scoprire quali informazioni ha l’altro e che giustificano il suo atteggiamento.

Esprimi i tuoi sentimenti e invita l’altro a fare lo stesso. Se cerchi di nasconderli, rischi che emergano comunque in maniera inopportuna e non produttiva. Spiega all’altro l’effetto che hanno avuto le sue parole e i suoi comportamenti e invita l’altro a fare lo stesso.

Cerca di capire come quello che viene detto può mettere in discussione l’identità di ciascuno. Si trascura troppo spesso il fatto che le nostre parole mettono in discussione l’immagine che l’altro ha di se. Allo stesso modo ciò che ci fa più soffrire non sono tanto le parole in se quanto il fatto che queste mettono in crisi la nostra identità. Mi stai dicendo che non sono onesto, non sono in gamba, non sono giusto quando io penso di esserlo e voglio esserlo. Questo ci fa soffrire, ci fa arrabbiare, ci fa rispondere come non vorremmo. Non è così?

Forse accettare il fatto che non si è mai totalmente “buoni” o “cattivi”, “onesti” o “disonesti” ci farebbe accettare ciò che sta accadendo e comprendere di più le ragioni dell’altro. 

Accetta il fatto che probabilmente tutti e due avete ragione e ciò che dite è vero. Cerca di capire la sua ragione. Cerca di capire quali informazioni ti mancano per capire la sua ragione, cerca di capire la diversa percezione che l’altro ha di ciò che è avvenuto.

Dai all’altro tutte le informazioni perché lui arrivi  comprendere il tuo punto di vista. Cerca la complementarità della versione dell’altro invece della sua negazione.

Invece di spendere energie a dimostrare le colpe dell’altro ricerca e metti in luce il contributo di ciascuno al verificarsi della situazione. Cerca di ricostruire il gioco delle azioni e reazioni

Esiste un metodo molto efficace per raggiungere questo traguardo. Fare domande, anziché affermare.

Ma vediamo in concreto come strutturare il dialogo:

Di solito si fa l’errore di partire accusando e comunicando il nostro punto di vista.

Per sviluppare un dialogo produttivo conviene partire cercando di inquadrarlo come farebbe un osservatore esterno estraneo alla discussione.

“Sembra che la vediamo in modo diverso, tu ritieni che… mentre io penso …..”

Non c’è accusa, non c’è giudizio, l’altro si sente compreso, non ha ragioni per chiudersi e mettersi sulla difensiva, anzi, al contrario, si predispone ad aprirsi.

Prosegui poi ricercando le motivazioni che portano entrambi ad avere punti di vista differenti.

“Io penso questo perché….. probabilmente tu avrai delle informazioni diverse, ti va di dirmele?”

Aiuta l’altro a capirti e chiedi di aiutarti a capire ampliando le informazioni a disposizione che magari si danno per scontate o che si ritengono irrilevanti.

Passa poi a parlare degli effetti e delle intenzioni di ciascuno

Quello che è successo mi ha creato queste difficoltà, immagino che non fosse tua intenzione che questo avvenisse, mi interessa conoscere il tuo punto di vista a riguardo”

Non dare per scontato che l’altro conosca le conseguenze del suo comportamento e nello stesso tempo sii curioso delle motivazioni del suo comportamento.

“Mi rendo conto che entrambi abbiamo contribuito a questa situazione, l’abbiamo fatto facendo …., dicendo…….” 

“….e questo mi ha fatto sentire ….e probabilmente tu ti sentirai….. è così? ”

Analizza come questi sentimenti mettono in discussione l’auto-immagine di ciascuno.

“Proviamo a vedere quali sono i nostri scopi e come raggiungerli”

Nel farlo tieni conto delle preoccupazioni e degli interessi di entrambi e quindi escogitare insieme le vie di soluzioni possibili.

Come vedi molto di quanto descritto parte da te. Ti chiederai, ma devo fare tutto io? Oppure, ma perché il primo passo dovrei farlo io?

Beh perché tu tu leggi IoManager e quindi sei interessato a migliorare te stesso 😉 .  Fai in modo che anche il tuo “avversario” divenga un frequentatore di IoManager e magari non dovrai più fare tutto te.

Naturalmente il conflitto può avvenire in tutte le relazioni, ma nelle relazioni di coppia la discussione assume un importanza particolare ed è particolarmente difficile da risolvere. Perché. Perché oltre alle consuete difficoltà relazionali nelle discussioni di coppia entra in gioco anche la diversità di pensiero e atteggiamento che caratterizza uomini e donne, l’universo maschile e quello femminile.

In questo campo il massimo esperto è John Gray l’autore del best seller  “Gli uomini vengono da Marte le donne da venere”.

 Ti basterà guardare qualche video tratto da un corso di John Gray renderti conto di quanto precisa e lucida sia la sua analisi. Impossibile non ritrovarsi nelle sue descrizioni. Da analisi tanto lucide non possono che discendere preziosi consigli per migliorare la relazione di coppia.

 Per conoscere meglio John Gray ti regalo l’e-book “Come costruire relazioni durature”.

 

Agisci subito!

  • Analizza il conflitto dal punto di vista di un estraneo non coinvolto
  • Evidenzia le conseguenze sia pratiche che emotive della situazione
  • Analizza come tali conseguenze possono colpire l’identità di ciascuno
  • Raccogli informazioni oggettive e individua gli scopi di ciascuno
  • Ricerca una soluzione comune che tenga conto degli interessi e delle preoccupazione di entrambi

 

Ricorda

“Le donne desiderano ricevere comprensione, gli uomini accettazione – Una donna si sente compresa quando un uomo la ascolta con partecipazione e senza giudicare ciò che dice. Più questo bisogno è soddisfatto, più sarà facile dare al compagno l’accettazione che lui desidera.

 Quando gli uomini tornano a casa, vogliono rilassarsi, ad esempio, leggendo il giornale, anche le donne vogliono rilassarsi dopo una giornata pesante. Loro, tuttavia, trovano sollievo parlando dei loro problemi. Gli uomini sono convinte che le donne parlino troppo, mentre le donne si sentono ignorate”.

John Gray

 

 Approfondimenti:

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Marte e Venere si Innamorano di Nuovo

I libri di John Gray

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Come uscire da situazioni delicate senza rovinare le vostre relazioni
Anne DicksonDimmi di più….

E te, come te la cavi con le relazioni? Conosci i libri di John Gray?  Lascia il tuo commento. Sono curioso di conoscere il tuo punto di vista. Grazie.