Archivi categoria: Emozioni

Eventi e cause, pensieri e convinzioni, comportamenti ed emozioni

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Non sono i fatti a sconcertare gli esseri umani, ma i loro giudizi intorno ai fatti

Epitteto di Frigia – 50 D.C.

Più o meno la stessa cosa hanno affermato Marco Aurelio, Seneca, Confucio, Buddha, Lao Tze, …

In occidente e in oriente la conclusione è la stessa: “Cambia il tuo atteggiamento e potrai cambiare te stesso e il tuo mondo”

In tempi più recenti, all’inizio degli anni ‘60 del secolo scorso, Albert Ellis sviluppò nell’ambito della terapia cognitiva la terapia razionale emotiva.

Le nostre reazioni emotive dipendono dalla nostra visione del mondo.

Spesso si attribuisce la causa delle nostre emozioni a cause esterne:

  • Quella cosa mi fa arrabbiare
  • Non sopporto quel comportamento
  • Ricevere regali mi rende felice
  • L’aver perso il lavoro mi fa sentire un fallito

Se ci pensi bene, però, ti rendi conto che le persone non reagiscono allo stesso modo di fronte agli stessi eventi. Ciò che a me fa arrabbiare, può lasciare indifferente te, può essere perfino piacevole per qualcun altro.

Evidentemente fra gli eventi e la propria reazione ad essi si frappone un filtro,  indossiamo una sorta di occhiali le cui lenti ci forniscono una visione personale delle cose, una visione del mondo che è la mia ed è probabilmente diversa dalla tua e da quella di una terza persona.

Gli occhiali sono dotati di lenti difettose che deformano, filtrano, mascherano, selezionano la realtà.

Ecco i principali difetti delle lenti:

  • credenze: forniscono convinzioni e certezze sugli altri e sul mondo, valutazioni su cui “metteresti la mano sul fuoco” ma che non sono, o potrebbero non essere affatto vere;
  • generalizzazioni: portano a conclusioni generali basate su esperienze particolari (da piccolo dicevo che le lenticchie facevano venire la tosse perché la prima volta che le assaggiai me ne andò di traverso una e mi provocò un attacco di tosse 🙂 );
  • pensieri dicotomici (polarizzanti, estremi): in base ai quali inserisci le tue esperienze in categorie ben definite, stagne e opposte: un’esperienza è ritenuto buona o cattive, perfetta o disastrosa, un successo o un fallimento;
  • pensieri catastrofici: inducono a esagerare le conseguenze negative previste o attuali di un avvenimento;
  • selezioni: portano a considerare solo alcuni fatti trascurandone altri;

e ancora: eccessiva dipendenza dal giudizio altrui, indispensabilità (senza questo non riesco a vivere, o senza di me non riescono a vivere); perfezionismo (o lo faccio in maniera impeccabile o non lo faccio per niente),…

Sono solo alcuni esempi.

Come puoi intuire questi difetti si assomigliano, si influenzano e si alimentano gli uni con gli altri.

Per cambiare ciò che proviamo rispetto a ciò che ci capita dobbiamo cambiare …. gli occhiali che indossiamo.

Ma come fare? Purtroppo non puoi semplicemente andare dal tuo ottico di fiducia e rifare gli occhiali.

Ma puoi adottare la terapia razionale emotiva di Ellis.

Ecco tre passi che possono aiutarti a disfarti dei tuoi occhiali difettosi e ti consentiranno di costruirtene un altro paio più adeguati alle tue esigenze.

  1. per prima cosa devi riconoscere ed indentificare i difetti delle lenti, occorre che tu ne prenda piena consapevolezza;
  2. una volta che ne hai preso consapevolezza puoi mettere in discussione la  tua visione in quanto distorta dai difetti delle lenti;
  3. quindi sbarazzati delle lenti difettose e conquista un nuovo modo di vedere le cose

Fuor di metafora, mettiamo che tu voglia liberarti dell’ansia di parlare in pubblico.

Bene, primo passaggio: identifica la situazione ansiogena e annota i tuoi pensieri rispetto a quella situazione. Pensa per esempio alla prossima presentazione che terrai di fronte ai colleghi.

Inizia a fare caso ai pensieri che riempiono la tua testa quando pensi a quella situazione.

Potrai pensare:

  • “Quando devo presentare davanti a un pubblico mi dimentico sempre quello che voglio dire” (generalizzazione),
  • “Se non farò una presentazione perfetta mi precluderò la possibilità di far carriera” (pensiero dicotomico),
  • “La paura mi paralizzerà” (pensiero catastrofista)
  • “Tutti i bravi manager sono degli ottimi oratori in pubblico (credenza)

Ok. Hai annotato i pensieri e identificato le distorsioni che intrappolano i tuoi pensieri.

Non è importante che tipo di distorsione che hai identificato rispetto al tuo pensiero quanto il fatto che ti sia reso conto che è una distorto.

E’ giunto il momento di mettere in discussione e demolire le tue credenze.

Riesci a ricordare almeno un episodio in cui hai fatto una presentazione in pubblico e non ti sei dimenticato quello che dovevi dire?

Questa convinzione ti aiuterà a ricordare meglio ciò che devi dire?

Cosa accadrebbe veramente se non farai una presentazione perfetta?

E se la facessi quasi perfetta?

Quali dati oggettivi hai per affermare che una presentazione imperfetta preclude la tua carriera?

Se una persona che sta per parlare in pubblico ti dicesse che la paura lo paralizzerà che cosa gli diresti? Come gli dimostreresti che la paura non paralizza completamente una persona? E’ davvero così forte e potente la tua paura?

Conosci qualche bravo manager che non è un ottimo oratore? Quali dati supportano la tua affermazione rispetto alla capacità oratoria dei manager?

E adesso l’ultimo passo. Come potresti interpretare più realisticamente e produttivamente la situazione?  Concentrati sui tuoi desideri e sulle tue preferenze, sugli effetti desiderati invece che sulle cause dei tuoi pensieri.

Cosa potresti fare per aiutarti a ricordare quello che devi dire? Preparare una traccia scritta, aiutarti con una presentazione Power Point,..

Quali qualità hai che ti consentono di far carriera indipendentemente dalla qualità della tua presentazione?

Come potresti rafforzare la tua sicurezza rispetto alla presentazione? Provare bene la parte, ripetere la presentazione davanti a qualcuno,  visualizzare più me stesso che presento con sicurezza di fronte ai colleghi.

Quali sono le caratteristiche dei bravi manager oltre alla capacità di parlare in pubblico?

Cosa potrai imparare dall’esperienza, indipendentemente dal risultato?

Come sarà la tua presentazione se ti preparerai adeguatamente, se preparerai una scaletta, proverai davanti ai tuoi colleghi, visualizzerai te stesso presentare con successo, rifletterai sulle qualità che fanno di te un bravo manager?

E come ti sentirai quando ti sarai preparato in questo modo? E quando avrai terminato la presentazione, indipendentemente dal risultato?

Cosa pensi adesso della presentazione che dovrai fare? Quali sono i pensieri alternativi, più utili e più produttivi che hai sviluppato?

Scommetto che dopo questo esercizio la tua percezione dell’evento sarà radicalmente cambiata, così come le emozioni ad esso associate.

Non è la situazione ha procurarti emozioni spiacevoli, ma il modo in cui tu pensi a quella situazione.

 

Agisci subito!

  1. Individua il fatto rispetto al quale provi emozioni non piacevoli
  2. Annota i pensieri che popolano la tua mente quando pensi a quel fatto
  3. quali sono le emozioni e i comportamenti che conseguono dai quei pensieri?
  4. metti in discussione quei pensieri riconoscendone le distorsioni, la loro natura irrazionale, i processi di selezione, generalizzazione,  pessimismo ingiustificato, eccessiva polarizzazione (leggi sopra per una descrizione di questi concetti); perché tali pensieri possono non essere necessariamente veri o addirittura essere irrealistici?
  5. sulla base dei risultati ottenuti dal punto precedente riordina le tue percezioni e riorganizza in maniera produttiva i tuoi pensieri; razionalizza i tuoi pensieri, valuta diversi punti di vista valorizzando quelli più produttivi, concentratati sui tuoi desideri e sulle tue preferenze, attieniti ai fatti, aumenta la tua tolleranza e flessibilità di pensiero.
  6.  goditi le nuove percezioni ed emozioni!

Non interessa puntare l’attenzione sulle cause dell’emozione spiacevole, non è su quelle che si lavora, anche perché spesso è impossibile cambiarle, il lavoro è svolto sulle percezioni, le interpretazioni, sui pensieri, sulle conseguenze; razionalizzando i pensieri, facendo prevalere la logica, sforzandoti di produrre valutazioni oggettive.

Se ci si imbatte in qualcuno che è stato colpito da una freccia, non si perde tempo a domandarsi da dove sia arrivata la freccia o a quale casta appartenga l’individuo che l’ha tirata, né ad analizzare il legno di cui è fatta o la struttura della punta, ma ci si concentra subito sul come estrarla

Sakyamuni, il Buddha

Guida Pratica alla Terapia Cognitiva Guida Pratica alla Terapia Cognitiva

Dean Schuyler

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La Nuova Psicoterapia Cognitiva La Nuova Psicoterapia Cognitiva
Dalla diagnosi di profondità alla terapia causale
Antonino Tamburello

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L'Autoterapia Razionale Emotiva L’Autoterapia Razionale Emotiva
Come pensare in modo psicologicamente efficace
Albert Ellis

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Ragione ed Emozione in Psicoterapia Ragione ed Emozione in Psicoterapia

Albert Ellis

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Viaggio alla scoperta delle EMOZIONI

Viaggio alla scoperta delle EMOZIONI 

Quanto sono importanti le emozioni per te?

Riesci a sfruttarle in modo produttivo o sono loro a sfruttare te?

Sai riconoscere le informazioni che veicolano o ti confondono le idee?

Le emozioni sono importanti e tu sei importante, per questo ho deciso di regalarti l’e-book “Alla scoperta delle emozioni”

Si tratta della raccolta di tutto quello che ho scritto sulle emozioni nella mia rubrica del circuito Più che Puoi.

Ecco il link per assicurarti la tua copia

Alla-scoperta-delle-EMOZIONI-iomanager

Viaggio alla scoperta delle EMOZIONI

15/11/2008 sabato – Soffri di invidia? Non ti invidio!

Trovi l’articolo nella mia rubrica sulle Emozioni http://emozioni.piuchepuoi.it/30/invidia/

Buona lettura!

bonjour tristesse – come “maneggiare” la tristezza e vivere felici

bonjour tristesse – come “maneggiare” la tristezza e vivere felici

Leggilo su http://emozioni,piuchepuoi.it

Clicca qui se vuoi imparare a dire di no!

Dire di no ti fa soffrire, dire di sì, ancora di più 

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Relazioni, relazioni, relazioni: com’è facile renderle difficili!

(Se hai fretta clicca qui )

“E’ colpa tua!”

“Mia? Se tu non avessi….”

“Io? Tu piuttosto, perché ti sei comportato così?”

Quante volte in una relazione ti è capitato di ritrovarti in un battibecco come questo?

E’ possibile migliorare le relazioni con gli altri e uscire in modo soddisfacente da una discussione?

Certamente! Ecco alcuni consigli.

Il punto cruciale e impegnativo da accettare e gestire è che in una discussione occorre andare oltre le parole. Occorre sforzarsi di comprendere l’altro, le sue emozioni, i suoi stati d’animo, le sue reali intenzioni. Occorre distinguere i fatti dai pregiudizi.

Facile? No. Ma provaci.

No presumere di sapere tutto, cerca di scoprire quali informazioni ha l’altro e che giustificano il suo atteggiamento.

Esprimi i tuoi sentimenti e invita l’altro a fare lo stesso. Se cerchi di nasconderli, rischi che emergano comunque in maniera inopportuna e non produttiva. Spiega all’altro l’effetto che hanno avuto le sue parole e i suoi comportamenti e invita l’altro a fare lo stesso.

Cerca di capire come quello che viene detto può mettere in discussione l’identità di ciascuno. Si trascura troppo spesso il fatto che le nostre parole mettono in discussione l’immagine che l’altro ha di se. Allo stesso modo ciò che ci fa più soffrire non sono tanto le parole in se quanto il fatto che queste mettono in crisi la nostra identità. Mi stai dicendo che non sono onesto, non sono in gamba, non sono giusto quando io penso di esserlo e voglio esserlo. Questo ci fa soffrire, ci fa arrabbiare, ci fa rispondere come non vorremmo. Non è così?

Forse accettare il fatto che non si è mai totalmente “buoni” o “cattivi”, “onesti” o “disonesti” ci farebbe accettare ciò che sta accadendo e comprendere di più le ragioni dell’altro. 

Accetta il fatto che probabilmente tutti e due avete ragione e ciò che dite è vero. Cerca di capire la sua ragione. Cerca di capire quali informazioni ti mancano per capire la sua ragione, cerca di capire la diversa percezione che l’altro ha di ciò che è avvenuto.

Dai all’altro tutte le informazioni perché lui arrivi  comprendere il tuo punto di vista. Cerca la complementarità della versione dell’altro invece della sua negazione.

Invece di spendere energie a dimostrare le colpe dell’altro ricerca e metti in luce il contributo di ciascuno al verificarsi della situazione. Cerca di ricostruire il gioco delle azioni e reazioni

Esiste un metodo molto efficace per raggiungere questo traguardo. Fare domande, anziché affermare.

Ma vediamo in concreto come strutturare il dialogo:

Di solito si fa l’errore di partire accusando e comunicando il nostro punto di vista.

Per sviluppare un dialogo produttivo conviene partire cercando di inquadrarlo come farebbe un osservatore esterno estraneo alla discussione.

“Sembra che la vediamo in modo diverso, tu ritieni che… mentre io penso …..”

Non c’è accusa, non c’è giudizio, l’altro si sente compreso, non ha ragioni per chiudersi e mettersi sulla difensiva, anzi, al contrario, si predispone ad aprirsi.

Prosegui poi ricercando le motivazioni che portano entrambi ad avere punti di vista differenti.

“Io penso questo perché….. probabilmente tu avrai delle informazioni diverse, ti va di dirmele?”

Aiuta l’altro a capirti e chiedi di aiutarti a capire ampliando le informazioni a disposizione che magari si danno per scontate o che si ritengono irrilevanti.

Passa poi a parlare degli effetti e delle intenzioni di ciascuno

Quello che è successo mi ha creato queste difficoltà, immagino che non fosse tua intenzione che questo avvenisse, mi interessa conoscere il tuo punto di vista a riguardo”

Non dare per scontato che l’altro conosca le conseguenze del suo comportamento e nello stesso tempo sii curioso delle motivazioni del suo comportamento.

“Mi rendo conto che entrambi abbiamo contribuito a questa situazione, l’abbiamo fatto facendo …., dicendo…….” 

“….e questo mi ha fatto sentire ….e probabilmente tu ti sentirai….. è così? ”

Analizza come questi sentimenti mettono in discussione l’auto-immagine di ciascuno.

“Proviamo a vedere quali sono i nostri scopi e come raggiungerli”

Nel farlo tieni conto delle preoccupazioni e degli interessi di entrambi e quindi escogitare insieme le vie di soluzioni possibili.

Come vedi molto di quanto descritto parte da te. Ti chiederai, ma devo fare tutto io? Oppure, ma perché il primo passo dovrei farlo io?

Beh perché tu tu leggi IoManager e quindi sei interessato a migliorare te stesso 😉 .  Fai in modo che anche il tuo “avversario” divenga un frequentatore di IoManager e magari non dovrai più fare tutto te.

Naturalmente il conflitto può avvenire in tutte le relazioni, ma nelle relazioni di coppia la discussione assume un importanza particolare ed è particolarmente difficile da risolvere. Perché. Perché oltre alle consuete difficoltà relazionali nelle discussioni di coppia entra in gioco anche la diversità di pensiero e atteggiamento che caratterizza uomini e donne, l’universo maschile e quello femminile.

In questo campo il massimo esperto è John Gray l’autore del best seller  “Gli uomini vengono da Marte le donne da venere”.

 Ti basterà guardare qualche video tratto da un corso di John Gray renderti conto di quanto precisa e lucida sia la sua analisi. Impossibile non ritrovarsi nelle sue descrizioni. Da analisi tanto lucide non possono che discendere preziosi consigli per migliorare la relazione di coppia.

 Per conoscere meglio John Gray ti regalo l’e-book “Come costruire relazioni durature”.

 

Agisci subito!

  • Analizza il conflitto dal punto di vista di un estraneo non coinvolto
  • Evidenzia le conseguenze sia pratiche che emotive della situazione
  • Analizza come tali conseguenze possono colpire l’identità di ciascuno
  • Raccogli informazioni oggettive e individua gli scopi di ciascuno
  • Ricerca una soluzione comune che tenga conto degli interessi e delle preoccupazione di entrambi

 

Ricorda

“Le donne desiderano ricevere comprensione, gli uomini accettazione – Una donna si sente compresa quando un uomo la ascolta con partecipazione e senza giudicare ciò che dice. Più questo bisogno è soddisfatto, più sarà facile dare al compagno l’accettazione che lui desidera.

 Quando gli uomini tornano a casa, vogliono rilassarsi, ad esempio, leggendo il giornale, anche le donne vogliono rilassarsi dopo una giornata pesante. Loro, tuttavia, trovano sollievo parlando dei loro problemi. Gli uomini sono convinte che le donne parlino troppo, mentre le donne si sentono ignorate”.

John Gray

 

 Approfondimenti:

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Marte e Venere si Innamorano di Nuovo

I libri di John Gray

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Conversazioni Difficili Conversazioni Difficili
Come uscire da situazioni delicate senza rovinare le vostre relazioni
Anne DicksonDimmi di più….

E te, come te la cavi con le relazioni? Conosci i libri di John Gray?  Lascia il tuo commento. Sono curioso di conoscere il tuo punto di vista. Grazie.

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“Dobbiamo capire le nostre reciproche diversità, ecco l´unica, vera chiave della comunicazione.
Altrimenti non potremo mai comprenderci e saremo destinati ad eterni fraintendimenti.”

John Gray

Cosa tiene viva una relazione? La comunicazione.

Per mantenere la relazione devi mantenere viva o migliorare la comunicazione con passione.

Pasione e attrazione.

Quando la comunicazione scade la relazione scade.

Gli uomini perdono interesse nella relazione.

Le donne si lamentano della relazione.

Le donne vogliono migliorare la relazione.

Gli uomini pensano “Se funziona, vai avanti così senza cambiare niente!”

Quando si sposano le donne pensano “Addesso posso iniziare a cambiare, possiamo migliorare”

Gli uomini dicono “Ora che sono sposato speriamo che non cambi niente, che tutto continui così come prima!”

Cosa tiene viva una relazione? La comunicazione.

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Emozioni per decidere

L’articolo lo trovi su

Emozioni.piuchepuoi.it

http://emozioni.piuchepuoi.it/26/emozioni-per-decidere/

Gestisci le emozioni con la PNL

Leggi l’articolo su http://emozioni.piuchepuoi.it

Vincere lo stress

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Vincere lo stress

di Eugenio Guarino

(se hai fretta clicca qui)

Ti sei mai sentito diviso da obiettivi divergenti? Mai provato un senso di oppressione sotto il peso dei doveri professionali e domestici?

Lavoro, moglie o marito, compagno o compagna, figli, amici, casa, impegni!!

Stop. Fermate il mondo. Voglio un attimo per me!

Ti ritrovi in una di queste situazioni? Allora prova a leggere questo articolo. Sono sicuro che ti sarà di conforto.

Stress buono e stress cattivo

Mancanza di tempo, preoccupazioni, richieste superiori alle possibilità possono farti sentire senza controllo sulla tua vita.

Come tutti gli stati d’animo anche lo stress ha due facce, una positiva e una negativa. La faccia positiva viene definita eustress.

Lo stress positivo ti dà energia, aumenta la concentrazione, la precisione, l’attenzione; è il segnale che devi mettercela tutta per affrontare una situazione sfidante.

Le cose cambiano quando lo stress si trasforma in di stress, lo stress negativo. I sintomi sono insicurezza, depressione, frustrazione.

L’atteggiamento è tutto

Ma cos’è determina se la tensione si trasforma in eustress piuttosto che in distress?

La risposta è semplice: l’atteggiamento che assumi verso ciò che ti accade.

Una novità può essere vissuta come una sfida entusiasmante o come una situazione che detesti.

Di fronte a un lavoro da fare puoi dire a te stesso:

“E’ bello essere sempre occupati, non ci si annoia mai” oppure

“Che brutto essere sempre sovraccarichi di lavoro”

Quando ti trovi ad affrontare due esigenze divergenti puoi reagire dicendoti:

“E’ solo una questione di priorità, cosa è più importante per me?” oppure

“E’ una situazione insostenibile, non ce la farò mai.”

C’è motivo per preoccuparsi?

Naturalmente se queste situazioni si ripetono con una certa frequenza le difese si abbassano ed è facile passare da un atteggiamento positivo ad uno negativo.

Quando questo accade può essere d’aiuto ricordarsi delle occasioni in cui si è reagito positivamente, rammentare i successi del passato e tutte quelle occasioni in cui la preoccupazione si è rivelata esagerata.

Quando ti senti stressato, depresso, preoccupato:

  1. valuta se ciò che ti preoccupa è qualcosa di veramente importante o è qualcosa di poco conto
  2. valuta se ti stai pre-occupando per cose che hanno poca probabilità di accadere o di avverarsi
  3. riporta alla mente situazioni simili in cui la situazione  si è risolta, come si è risolta e soprattutto cosa hai fatto tu o potresti fare ora di simile o di diverso per risolverla.

Ricordati del detto “Se c’è una soluzione perché preoccupi? E se non c’è allora…perché ti preoccupi?

Fissare le priorità

Per non essere stressato devi essere consapevole che non puoi fare tutto subito.

E’ inutile che imporsi di svolgere mille attività tutte in una volta. Non c’è mai tempo per fare tutto e farlo bene.

Dato per scontato che non potrai mai fare tutto quello che vorresti devi aver chiaro cosa devi fare ma anche quello che vuoi veramente fare.

Devi fissare delle priorità.

La cosa non è semplice, ma neanche impossibile. Prova a seguire questi consigli.

  1. Chiediti cosa è veramente importante per te, per la tua carriera, per la tua famiglia, per le tue relazioni, per la tua salute, per le tue finanze.
  2. Quando devi o vuoi fare qualcosa di importante in uno degli ambiti sopra menzionati, ma questa cosa è in contrasto con ciò che devi o vuoi fare in un altro ambito, chiediti a quale delle due aree tieni di più e chiediti se non c’è il modo di soddisfare entrambi i bisogni senza che uno vada a scapito dell’altro. Ad esempio “fumare mi fa sentire più spigliato e mi aiuta nelle relazioni ma è in contrasto con il mio desiderio di rimanere in buona salute e non sprecare soldi, quindi devo chiedermi se per me contano più le relazioni o la salute e la mia situazione finanziaria; quale alternativa al fumo posso trovare che mi sostenga nelle relazioni e non danneggi la mia salute e le mie finanze?”
  3. Prova a pensare a cosa accadrebbe se non fai una determinata cosa. Quali sono le conseguenze? La farà qualcun altro? Rimarrà inevasa? E cosa accadrebbe se lo rimanesse? Ricordati che nessuno è indispensabile anche se è bello pensare il contrario.
  4. Chiediti se stai facendo qualcosa perché devi farlo o perché ti piace farlo. Dovresti organizzare la tua vita in modo che le due cose coincidano, ma non sempre è così. Dai priorità alle cose che devi fare magari alternandole con ciò che ti piace, come premio per aver fatto qualcosa più dovere che per piacere.

Un imprevisto non è mai stressante se l’hai…pianificato

La cosa più importante che puoi fare per vivere il futuro senza stress è tentare di pianificarlo e prevederlo.

Se devi affrontare le rapide è più probabile che sbatterai contro le rocce se ti lasci trascinare dalla corrente o se hai ben chiaro in che direzione devi remare per evitare gli ostacoli?

Elenca tutte le attività e gli eventi che sai già di dovere affrontare. Fai un elenco delle attività e degli eventi che si verificheranno nel breve periodo. Sono quelli che dovrai affrontare da domani a qualche settimana. Fai un elenco di medio periodo, riferito ad un arco temporale che va dal mese all’anno. Infine elenca le attività e gli eventi prevedibili nel lungo periodo, da un anno a ….tutta la tua vita e oltre.

Elenca le cose certe e quelle probabili.

Inizia a lavorare affinché le cose vadano come desideri. Agisci subito per evitare o almeno rendere più accettabili possibili le attività e gli eventi spiacevoli e rendere indimenticabili quelli positivi.

Ricorda che la cura migliore per l’ansia, lo stress e la depressione è l’azione!

Ancora qualche consiglio

  1. Ricordati che puoi dire di no. Spiega agli altri e a te stesso le ragioni per cui ti rifiuti di fare qualcosa, non dimenticare di esprimere anche le tue emozioni, gli stati d’animo e i sentimenti che ti portano a rifiutare. I rifiuti sono indesiderati e feriscono solo quando non sono espressi con assertività: sii sincero, spiega i motivi, i tuoi sentimenti, proponi soluzioni alternative, l’altro lo apprezzerà e imparerà a rispettarti e stimarti.
  2. Ricordati che puoi delegare. All’inizio può sembrare una perdita di tempo, ma stai certo che lo recupererai in fretta, soprattutto se darai istruzioni precise, sostegno e gratificazione per il lavoro fatto. La delega è un modo per liberare tempo, far crescere gli altri, e fare in modo che gli altri non dipendano da te. Perché la delega sia efficace devi concordare in modo preciso scadenze e standard di qualità attesi e non dimenticarti di verificarli costantemente anche prima della scadenza. Non lesinare correzioni e elogi.
  3. Ricordati che non ti è richiesto di essere perfetto. Se farai ciò che devi e lo farai elevandoti un po’ sopra la media raggiungerai grandi risultati. Basta poco, fai un po’ di più e un po’ meglio degli altri e il successo è assicurato. Andare oltre è solo una perdita di tempo e un buon modo per coltivare lo stress e per paralizzare l’azione. Se aspetti che tutto sia perfetto per muoverti, beh allora preparati a rimanere fermo.
  4. Ricordati di lasciare del tempo da dedicare a te stesso. Per fare bene devi ricaricarti. Lo devi a te stesso, ma anche agli altri. Ritagliati i tuoi spazi. Se non lo fai accumuli frustrazione e stress e a risentirne oltre a te stesso sono anche le persone che ti sono vicine. Spesso per far piacere agli altri gli dedichiamo tutti noi stessi rinunciando ai nostri spazi, ma in realtà così facendo, oltre a fare un torto a noi stessi, non raggiungiamo il nostro scopo. Gli renderemmo più felici se ci vedessero più tranquilli e capaci di goderci i nostri momenti di felicità.

Agisci subito!

 

  • Assumi un atteggiamento positivo verso ciò che devi fare e ciò che ti accade
  • Prima di preoccuparti per qualcosa, verifica che ne valga la pena: che probabilità ci sono che accada ciò di cui ti preoccupi? Quali potrebbero essere le conseguenze più gravi? Come te la sei cavata in situazioni simili?
  • Accetta il fatto che non puoi fare subito tutto quello che vorresti fare. Fissati degli obiettivi raggiungibili.
  • Agisci in base alle priorità: cosa devi fare di urgente e importante?
  • Pianifica le attività e prevedi gli eventi, eviterai di dover affrontare le urgenze e potrai concentrarti sulle cose importanti
  • Impara a dire di no, spiegandone i motivi e esprimendo i tuoi sentimenti e se possibile proponi delle alternative
  • Delega ciò che non riesci a fare nelle scadenze previste
  • Non puntare alla perfezione, se ti sforzi di fare solo un po’ meglio degli altri sei già sulla strada giusta
  • Riserva del tempo per te stesso, te lo meriti e ti aiuterà a ricaricarti per fare bene ciò che devi.

Ricorda: “I leader imparano dal passato, si concentrano sul presente e preparano il futuro” Anonimo

Come Vincere lo stress - Dale CarnegieLibri consigliati: Come vincere lo stress– Dale Carnegie – Bompiani

Impara a gestire le emozioni con la “tecnica dello specchio”

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di Eugenio Guarino

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“Game Over”? Rimettiti in gioco

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I tre segreti dell’efficienza: semplicità, consapevolezza e priorità

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L’importanza della fiducia: il test dei 15 giorni

Riflessioni sulla fiduciaFiducia in se stessi
Quando non l’hai traspare, dalle parole che usi (non so…, forse…, credo che … ma non sono sicuro) dal portamento (rilasciato, chiuso, contratto, la testa incassata fra le spalle) dal tono della basso, indeciso.
La fiducia in te stesso ti aiuta a comunicare meglio. Non sprechi energie a controllarti, a fare attenzione a non sbagliare. Sei naturale, sciolto, ti esprimi in termini positivi e puoi convogliare tutte le energie nel confronto, nel contenuto, nelle argomentazioni.

Fiducia nella tua capacità di raggiungere risultati
La fiducia nella capacità di raggiungere grandi risultati è uno degli ingredienti fondamentali delle persone di successo. La fiducia ti dà la forza di perseverare verso il tuo obiettivo nonostante le battute di arresto, i piccoli insuccessi. Il 98% delle persone non raggiungono i risultati perchè al primo insuccesso mollano. Se hai fiducia hai la forza di insistere. Ogni insuccesso sarà valorizzato come esperienza che ti guida verso la giusta via.
Ogni obiettivo ambizioso deve essere perseguito attraverso un piano fatto di piccoli passi quotidiani. Ogni volta che porti a termine il piccolo compito quotidiano che ti sei assegnato e che ti porta più vicino all’obiettivo, accresci la fiducia di poter arrivare alla meta e ti aiuta a mantenere il focus sull’obiettivo.

 

    La fiducia ti consente di superare ogni ostacolo senza mollare l’obiettivoLa fiducia aiuta a superare limiti auto imposti infondendo un atteggiamento mentale positivo necessario per realizzare i tuoi sogni.

    La fiducia ti dà la forza per lavorare sodo e alleviare le fatiche necessarie per raggiungere i tuoi obiettivi

    La fiducia ti dona la disciplina necessaria per ottenere ciò che si desidera

La Fiducia in azienda e negli affari

Se sei un venditore, la regola numero uno è avere fiducia in te stesso e nel prodotto che vendi. Se questi due ingredienti sono presenti riuscirai senza dubbio a convincere il cliente. E’ l’entusiasmo che nasce dalla fiducia in te e nel prodotto che ti consente di presentarti e presentare ciò che vendi in modo irresistibile per il cliente. Se sei insicuro, se non credi nel prodotto che offri il cliente se ne accorge. I segnali della comunicazione non verbale arrivano dritti e la vendita diventa assai improbabile.

Fiducia del cliente
Devi essere sempre credibile nel tuo lavoro. Non tradire mai la fiducia del cliente, sia esso interno o esterno. Se viene tradita la fiducia del cliente sarà molto, molto difficile recuperarla. Non promettere mai cose che non puoi mantenere, sii sempre franco e onesto. Questa è una qualità che sarà sempre apprezzata anche quando stiamo dicendo di no ad una sua richiesta.

Fiducia dei tuoi collaboratori
La cosa peggiore che puoi fare è non fornire alcun tipo di feedback alle richieste dei tuoi collaboratori. Perderai la loro fiducia e riterranno il tuo interesse nei loro confronti un puro esercizio di facciata. Confrontarsi con i collaboratori, chiedere la loro opinione, formulare insieme a loro i piani di azione, contribuisce a creare un clima di fiducia reciproca, coinvolgimento e motivazione.
Ricorda che collaboratori motivati sono capaci di performance superiori. Performance superiori generano entusiasmo e motivazione che a loro volta sono presupposti per performance ancora superiori. E’ uno dei circoli virtuosi del successo che il manager può attivare e quando lo fa si trasforma in leader.

Ma come alimentare il fuoco della fiducia in te stesso?

Puoi ingannare la tua mente e cambiare te stesso, i tuoi comportamenti convincendoti di essere già la persona che aspiri diventare, immaginando te stesso già in possesso di ciò che vuoi ottenere, di aver già raggiunto il traguardo e comportandoti di conseguenza.

Pensa ai benefici che avrai infondendo la fiducia in te stesso e mentre lo fai apri te stesso per godere dell’emozione che deriva da questo pensiero.
Incoraggia i pensieri positivi e potenzianti e cerca di estirpare quelli negativi e limitanti.

Ripeti spesso a te stesso frasi di incoraggiamento e di fiducia.

Sono i pensieri ripeti a te stesso con una certa frequenza che forgiano il tuo carattere e il tuo destino.

Sono i pensieri che motivano e alimentano la fiducia.

Pensiero positivo + emozione + sentimento = convinzioni potenzianti (motivazione, fiducia))

Prova ad applicare questa semplice formula per 15 giorni e osserva i risultati.

Benessere come stato mentale: come godere di una stabile serenità

Il benessere, come la felicità, è il frutto di uno stato mentale, di uno stato d'animo. Lo devi cercare e coltivare dentro di te. Non attenderlo dagli altri. Non aspettarti che siano le circostanze o l'ambiente esterno a determinarlo.

Sì, a volte le situazioni favorevoli possono infonderti un senso di benessere, ma di solito questo beneficio è temporaneo. Una volta elaborata la novità tenderai a abituarti alla nuova situazione, diventerà "normale", non ti darà più lo stesso piacere. Non è così?

Lo stato di benessere durevole è invece una conseguenza di un allenamento della mente ad apprezzare ciò che già hai, a interpretare positivamente la realtà e a esaltare anche le più piccole soddisfazioni, i più piccoli piaceri quotidiani.

Ecco alcuni esempi pratici.

rispondi positivamente ai piccoli fastidi quotidiani, il traffico per raggiungere il lavoro, i comportamenti sgarbati delle persone

non smettere di stupirti per i piccoli e grandi spettacoli offerti dalla natura, un tramonto, la comparsa dell'arobaleno, le geometrie disegnate in cielo dagli stormi

gusta intensamente i sapori, gli aromi, i profumi, esalta le gioie del palato

godi delle piccole pause del lavoro quotidiano

apprezza il lavoro vivendolo come sfida, opportunità di offrire la tua competenza e consulenza, anche se sei un lavoratore dipendete e svolgi una mansione relativamente semplice

fai rifiorire gli stessi intensi sentimenti e emozioni dei tempi in cui hai iniziato a frequentare il tuo compagno, anche se hai alle spalle anni di vita vissuta insieme

non smettere di riempirti di gioia per il sorriso dei bambini

Solo se ti abitui a non dare per niente per scontato, se continui a stupirti come la prima volta, se godi di ciò già hai puoi raggiungere il vero benessere.

Questo non vuol dire che non devi avere ambizioni. Non vuol dire che devi rinunciare a migliorare te stesso e la tua condizione. Significa farlo godendo del benessere che già hai raggiunto, piccolo o grande che sia.

Cerca il benessere in te stesso, allenando la mente e il corpo a reagire positivamente agli stimoli esterni cui sei esposto quotidianamente, amplificando quelli positivi e volgendo in positivo quelli avversi. Abbandona ogni riferimento esterno per valutare il tuo benessere: i soldi che qualcun altro guadagna, ciò che qualcun altro pensa, l'auto che qualcun altro possiede. In caso contrario non sarai mai veramente e pienamente soddisfatto, non potrai mai raggiungere uno stato di benessere duraturo. Presto o tardi scoprirai sempre che c'è chi ha più soldi di te, chi non la pensa come te, chi si può permettere un'auto più bella e potente della tua.

Nessuno, invece, potrà mai privarti dei sentimenti di gioia, amore, entusiasmo che riuscirai a coltivare in te stesso.
 

Eugenio

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