Archivi categoria: Cambiamento

Diario di crescita

La curiosità e la conoscenza sono gli unici antidoti ai pregiudizi e alle convinzioni. Ti spingono ad agire anziché reagire, a cambiare anziché perseverare nelle comode quanto aride abitudini.

 A questo serve un diario di crescita.

 

Il regalo per te da IoManager

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Per un anno di crescita e miglioramenti, con i migliori auguri da IoManager.

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Compendio di miglioramento e sviluppo personale

Zen

  • Tratti gli altri con giustizia e imparzialità
  • La mancanza di rispetto o i giudizi ingiusti nei tuoi confronti si ripercuotono su chi le emette non su di te
  • Conosci te stesso le tue passioni e i tuoi valori
  • Se non piaci a qualcuno può dispiacertene ma non intacca il tuo valore e la tua percezione del tuo valore…
  • se hai obiettivi realistici non c’è nessun motivo per cui potresti non ottenerli
  • Sei consapevole di poter migliorare, nonostante ciò accetti e valorizzi ciò che sei oggi
  • Hai diritto di sbagliare per imparare
  • La tua felicità e la tua realizzazione sono scopi nobili se ottenuti con mezzi onesti
  • Coltivi e mantieni l’abitudine di espandere le tue conoscenze e imparare
  • Accetti le tue mancanze anche se non le approvi
  • Le tue debolezze non ti rappresentano e non ti definiscono
  • La tua realizzazione dipende da te, ne sei responsabile
  • La tua felicità dipende da te ne sei responsabile
  • Il tuo comportamento con gli altri dipende da te ne sei responsabile
  • La presa di coscienza della tua responsabilità ti dà potere, se dipendesse  dagli altri potresti farci poco o niente, ma dipende da te, il cambiamento è sotto il tuo dominio.
  • Non attendi nessuno che ti corregga, sorregga, redima, scelga, agisca per te
  • Se vuoi raggiungere un obiettivo devi avere un piano e devi metterlo in atto, verificare i progressi e avere una strategia flessibile;  la cambierai ogni volta che non funziona, perseverai e ti rialzerai dopo ogni fallimento
  • Sei onesto e affidabile,  dici quel che farai e fai quello che dici
  • Ami gli altri

Post ispirato da “I Sei Pilastri dell’Autostima” di Nathaniel Branden

I Sei Pilastri dell'Autostima I Sei Pilastri dell’Autostima
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Nathaniel Branden
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foto di g0upil da Flikr rielaborata

Eventi e cause, pensieri e convinzioni, comportamenti ed emozioni

se hai fretta clicca qui

Non sono i fatti a sconcertare gli esseri umani, ma i loro giudizi intorno ai fatti

Epitteto di Frigia – 50 D.C.

Più o meno la stessa cosa hanno affermato Marco Aurelio, Seneca, Confucio, Buddha, Lao Tze, …

In occidente e in oriente la conclusione è la stessa: “Cambia il tuo atteggiamento e potrai cambiare te stesso e il tuo mondo”

In tempi più recenti, all’inizio degli anni ‘60 del secolo scorso, Albert Ellis sviluppò nell’ambito della terapia cognitiva la terapia razionale emotiva.

Le nostre reazioni emotive dipendono dalla nostra visione del mondo.

Spesso si attribuisce la causa delle nostre emozioni a cause esterne:

  • Quella cosa mi fa arrabbiare
  • Non sopporto quel comportamento
  • Ricevere regali mi rende felice
  • L’aver perso il lavoro mi fa sentire un fallito

Se ci pensi bene, però, ti rendi conto che le persone non reagiscono allo stesso modo di fronte agli stessi eventi. Ciò che a me fa arrabbiare, può lasciare indifferente te, può essere perfino piacevole per qualcun altro.

Evidentemente fra gli eventi e la propria reazione ad essi si frappone un filtro,  indossiamo una sorta di occhiali le cui lenti ci forniscono una visione personale delle cose, una visione del mondo che è la mia ed è probabilmente diversa dalla tua e da quella di una terza persona.

Gli occhiali sono dotati di lenti difettose che deformano, filtrano, mascherano, selezionano la realtà.

Ecco i principali difetti delle lenti:

  • credenze: forniscono convinzioni e certezze sugli altri e sul mondo, valutazioni su cui “metteresti la mano sul fuoco” ma che non sono, o potrebbero non essere affatto vere;
  • generalizzazioni: portano a conclusioni generali basate su esperienze particolari (da piccolo dicevo che le lenticchie facevano venire la tosse perché la prima volta che le assaggiai me ne andò di traverso una e mi provocò un attacco di tosse 🙂 );
  • pensieri dicotomici (polarizzanti, estremi): in base ai quali inserisci le tue esperienze in categorie ben definite, stagne e opposte: un’esperienza è ritenuto buona o cattive, perfetta o disastrosa, un successo o un fallimento;
  • pensieri catastrofici: inducono a esagerare le conseguenze negative previste o attuali di un avvenimento;
  • selezioni: portano a considerare solo alcuni fatti trascurandone altri;

e ancora: eccessiva dipendenza dal giudizio altrui, indispensabilità (senza questo non riesco a vivere, o senza di me non riescono a vivere); perfezionismo (o lo faccio in maniera impeccabile o non lo faccio per niente),…

Sono solo alcuni esempi.

Come puoi intuire questi difetti si assomigliano, si influenzano e si alimentano gli uni con gli altri.

Per cambiare ciò che proviamo rispetto a ciò che ci capita dobbiamo cambiare …. gli occhiali che indossiamo.

Ma come fare? Purtroppo non puoi semplicemente andare dal tuo ottico di fiducia e rifare gli occhiali.

Ma puoi adottare la terapia razionale emotiva di Ellis.

Ecco tre passi che possono aiutarti a disfarti dei tuoi occhiali difettosi e ti consentiranno di costruirtene un altro paio più adeguati alle tue esigenze.

  1. per prima cosa devi riconoscere ed indentificare i difetti delle lenti, occorre che tu ne prenda piena consapevolezza;
  2. una volta che ne hai preso consapevolezza puoi mettere in discussione la  tua visione in quanto distorta dai difetti delle lenti;
  3. quindi sbarazzati delle lenti difettose e conquista un nuovo modo di vedere le cose

Fuor di metafora, mettiamo che tu voglia liberarti dell’ansia di parlare in pubblico.

Bene, primo passaggio: identifica la situazione ansiogena e annota i tuoi pensieri rispetto a quella situazione. Pensa per esempio alla prossima presentazione che terrai di fronte ai colleghi.

Inizia a fare caso ai pensieri che riempiono la tua testa quando pensi a quella situazione.

Potrai pensare:

  • “Quando devo presentare davanti a un pubblico mi dimentico sempre quello che voglio dire” (generalizzazione),
  • “Se non farò una presentazione perfetta mi precluderò la possibilità di far carriera” (pensiero dicotomico),
  • “La paura mi paralizzerà” (pensiero catastrofista)
  • “Tutti i bravi manager sono degli ottimi oratori in pubblico (credenza)

Ok. Hai annotato i pensieri e identificato le distorsioni che intrappolano i tuoi pensieri.

Non è importante che tipo di distorsione che hai identificato rispetto al tuo pensiero quanto il fatto che ti sia reso conto che è una distorto.

E’ giunto il momento di mettere in discussione e demolire le tue credenze.

Riesci a ricordare almeno un episodio in cui hai fatto una presentazione in pubblico e non ti sei dimenticato quello che dovevi dire?

Questa convinzione ti aiuterà a ricordare meglio ciò che devi dire?

Cosa accadrebbe veramente se non farai una presentazione perfetta?

E se la facessi quasi perfetta?

Quali dati oggettivi hai per affermare che una presentazione imperfetta preclude la tua carriera?

Se una persona che sta per parlare in pubblico ti dicesse che la paura lo paralizzerà che cosa gli diresti? Come gli dimostreresti che la paura non paralizza completamente una persona? E’ davvero così forte e potente la tua paura?

Conosci qualche bravo manager che non è un ottimo oratore? Quali dati supportano la tua affermazione rispetto alla capacità oratoria dei manager?

E adesso l’ultimo passo. Come potresti interpretare più realisticamente e produttivamente la situazione?  Concentrati sui tuoi desideri e sulle tue preferenze, sugli effetti desiderati invece che sulle cause dei tuoi pensieri.

Cosa potresti fare per aiutarti a ricordare quello che devi dire? Preparare una traccia scritta, aiutarti con una presentazione Power Point,..

Quali qualità hai che ti consentono di far carriera indipendentemente dalla qualità della tua presentazione?

Come potresti rafforzare la tua sicurezza rispetto alla presentazione? Provare bene la parte, ripetere la presentazione davanti a qualcuno,  visualizzare più me stesso che presento con sicurezza di fronte ai colleghi.

Quali sono le caratteristiche dei bravi manager oltre alla capacità di parlare in pubblico?

Cosa potrai imparare dall’esperienza, indipendentemente dal risultato?

Come sarà la tua presentazione se ti preparerai adeguatamente, se preparerai una scaletta, proverai davanti ai tuoi colleghi, visualizzerai te stesso presentare con successo, rifletterai sulle qualità che fanno di te un bravo manager?

E come ti sentirai quando ti sarai preparato in questo modo? E quando avrai terminato la presentazione, indipendentemente dal risultato?

Cosa pensi adesso della presentazione che dovrai fare? Quali sono i pensieri alternativi, più utili e più produttivi che hai sviluppato?

Scommetto che dopo questo esercizio la tua percezione dell’evento sarà radicalmente cambiata, così come le emozioni ad esso associate.

Non è la situazione ha procurarti emozioni spiacevoli, ma il modo in cui tu pensi a quella situazione.

 

Agisci subito!

  1. Individua il fatto rispetto al quale provi emozioni non piacevoli
  2. Annota i pensieri che popolano la tua mente quando pensi a quel fatto
  3. quali sono le emozioni e i comportamenti che conseguono dai quei pensieri?
  4. metti in discussione quei pensieri riconoscendone le distorsioni, la loro natura irrazionale, i processi di selezione, generalizzazione,  pessimismo ingiustificato, eccessiva polarizzazione (leggi sopra per una descrizione di questi concetti); perché tali pensieri possono non essere necessariamente veri o addirittura essere irrealistici?
  5. sulla base dei risultati ottenuti dal punto precedente riordina le tue percezioni e riorganizza in maniera produttiva i tuoi pensieri; razionalizza i tuoi pensieri, valuta diversi punti di vista valorizzando quelli più produttivi, concentratati sui tuoi desideri e sulle tue preferenze, attieniti ai fatti, aumenta la tua tolleranza e flessibilità di pensiero.
  6.  goditi le nuove percezioni ed emozioni!

Non interessa puntare l’attenzione sulle cause dell’emozione spiacevole, non è su quelle che si lavora, anche perché spesso è impossibile cambiarle, il lavoro è svolto sulle percezioni, le interpretazioni, sui pensieri, sulle conseguenze; razionalizzando i pensieri, facendo prevalere la logica, sforzandoti di produrre valutazioni oggettive.

Se ci si imbatte in qualcuno che è stato colpito da una freccia, non si perde tempo a domandarsi da dove sia arrivata la freccia o a quale casta appartenga l’individuo che l’ha tirata, né ad analizzare il legno di cui è fatta o la struttura della punta, ma ci si concentra subito sul come estrarla

Sakyamuni, il Buddha

Guida Pratica alla Terapia Cognitiva Guida Pratica alla Terapia Cognitiva

Dean Schuyler

Dimmi di più

La Nuova Psicoterapia Cognitiva La Nuova Psicoterapia Cognitiva
Dalla diagnosi di profondità alla terapia causale
Antonino Tamburello

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L'Autoterapia Razionale Emotiva L’Autoterapia Razionale Emotiva
Come pensare in modo psicologicamente efficace
Albert Ellis

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Ragione ed Emozione in Psicoterapia Ragione ed Emozione in Psicoterapia

Albert Ellis

Dimmi di più

Oroscopo del 2010

image

 

 

 

 

Inizio anno. Tempo di bilanci, obiettivi, previsioni, oroscopi.

Così anche io ho deciso di scrivere il tuo oroscopo.

Cosa posso prevedere del tuo futuro? Molto.

image Anche se spesso hai l’impressione di navigare in un maelstrom, di venir sospinto a destra e a manca dalle correnti, di reagire istintivamente ad un intreccio di eventi probabili e casuali, qualunque sia il tuo segno zodiacale:

  • se hai fissato un obiettivo
  • se veramente hai deciso di conquistarlo
  • se ti sei assunto la responsabilità di raggiungerlo
  • se sarai disposto a non lasciarti abbattere dagli insuccessi e dagli eventi che si frappongono ad esso
  • Se sai perché desideri raggiungerlo
  • Se sei pronto a cambiare strategia quando quella scelta non funziona
  • Se i “dovrei”, gli “spero”, i “vorrei”, i “quando ci saranno i presupposti”, i “quando sarò pronto” lasceranno il posto ai “devo”, alla certezza, ai “voglio”, anche se non ci sono i presupposti, anche se non sei pronto 
  • Se riesci ora a pregustare il piacere della meta che verrà raggiunta in futuro
  • Se hai deciso di agire e non di reagire
  • Se hai deciso di sfruttare la consapevolezza del tuo futuro per agire nel presente e la consapevolezza del presente per realizzare il tuo futuro
  • Se hai formulato un piano, agisci secondo il piano e verifichi costantemente la tua strategia

Se veramente sarai disciplinato nel fare tutto questo, il tuo oroscopo per il 2010 l’hai già scritto tu stesso, perché il tuo futuro sarà tornato nelle tue mani, perché piuttosto che attenderlo, il futuro lo costruirai tu stesso, giorno dopo giorno.

Buon 2010!

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CINQUE strategie per cambiare

 

(se hai fretta clicca qui)

 

AL termine di questo articolo avrai a disposizione CINQUE strategie per cambiare i tuoi comportamenti.

Lo so, cambiare non è facile, ci hai provato e poi sei ricaduto nelle solite abitudini!

Ma non è neanche così difficile come sembra.

Ci sono strategie valide per cambiare in modo persistente?

Ecco CINQUE strategie che possono aiutarti.

Devi utilizzarle tutte quante?

Comincia da quelle che ti convincono di più e poi integrale tutte quante.

Ti accorgerai che non sono isolate ma che si rafforzano l’un l’altra, che costituiscono un unico sistema integrato in cui una strategia aiuta ed è aiutata dall’altra.

Sei pronto?

Allora iniziamo:

Strategia 1 – Sostituzione

Sostituisci l’abitudine che vuoi cambiare con una che per te è desiderabile.

La nuova abitudine deve essere almeno altrettanto piacevole di quella che vuoi sostituire e naturalmente deve essere più accettabile. 

Se provi a cambiare semplicemente rinunciando a qualcosa non avrai successo.  Fuggire da qualcosa è più difficile se non hai qualcos’altro verso cui andare.

Le abitudini  nascono con uno scopo. Hanno una loro funzione anche quando portano con loro un potenziale autodistruttivo.  Rifletti sui benefici che trai da un certo comportamento e trova qualcosa che ti dia gli stessi benefici ma senza il potenziale distruttivo e le controindicazioni della vecchia abitudine.

Strategia 2 – Gradualità

Non pretendere di cambiare di punto in bianco.

A volte funziona, spesso no.

Adotta un approccio graduale. Ogni giorno un po’ di più di quello che desideri e un po’ di meno di quello che non vuoi.

Se vuoi partecipare alla maratona di New York non inizi a correre per 42 chilometri dal primo giorno.  Parti con un allenamento graduale e costante.

Fai lo stesso con le nuove abitudini. Butta giù un programma di allenamento serio e rimani incollato a quel piano.

Strategia 3 – Ispirazione

Ok, bello, fare un piano e rimanerci fedeli. Ma il punto è proprio questo: come faccio a perseverare sulla nuova strada?

Chiudi gli occhi e pensa a tutti, proprio tutti, i benefici che trarrai dalla nuova abitudine. Scrivili. Descrivili in tutti i loro particolari. Pensa ai benefici diretti e indiretti.

Pensa a tutti gli aspetti negativi della vecchia abitudine e scrivi anche quelli. Pensa “cosa accadrà se continuo così?”, “e quali saranno le conseguenze?”, “e le conseguenze delle conseguenze”…..

Trova tutti i motivi per allontanarti dalle cattive abitudini e per sostituirle con le nuove. Tornaci su quando stai per cedere.

 Strategia 4 – Ripetizione

Un’abitudine si cementa ripetendo un comportamento. L’abitudine non è altro che un comportamento ripetuto. 

Più agisci in un certo modo e più disimpari il vecchio comportamento e condizioni il nuovo.

Combina l’azione con il pensiero dei benefici che ne trarrai.

Azione ripetuta + emozione = abitudine

E’ il modello della pubblicità. E se le aziende spendono milioni per condizionare i comportamenti dei consumatori vuol dire che funziona!

Ti dirò di più. Non è neanche necessario che tu agisca realmente. Quando non puoi o non riesci a farlo puoi semplicemente immaginare di agire in un certo modo.

L’immaginazione combinata con l’emozione crea comunque il condizionamento.

Fallo, falla ancora e fallo di nuovo finché il comportamento diverrà automatico come guidare, andare in biciletta, percorrere la strada per casa. Non avrai più bisogno di pensarci. Lo farai e basta.

 Strategia 5 – Esperienza

Impara dall’errore. Cosa ti ha indotto a ricadere nella vecchia abitudine? Come puoi evitarlo nel futuro? Fai tesoro dell’esperienza.  Sfrutta a tuo vantaggio ogni evento.

Strategia 6 – Celebrazione

Festeggia ogni successo, piccolo o grande che sia.

Se riesci ad perseverare, festeggia.

Ogni volta che adotti la nuova abitudine festeggia.

Ogni volta che resisti alla vecchia abitudine festeggia due volte!

Premiati, congratulati con te stesso. Così facendo rinforzerai il comportamento virtuoso.

Agisci subito

  • Sostituisci l’abitudine che vuoi eliminare con una nuova che ti dia lo stesso genere di benefici
  • Cambia gradualmente il tuo comportamento evitando salti bruschi che rischiano di illudere le tue aspettative
  • Lasciati ispirare dall’anticipazione dei benefici che trarrai quando avrai eliminato la tua vecchia abitudine. Prefigurati vantaggi del successo. Assapora il tuo orgoglio e la stima in te stesso per aver saputo cambiare il tuo temperamento
  • Continua a ripetere e perseverare nel tuo comportamento virtuoso. Fallo mentre godi dell’emozione di cambiare, di raggiungere l’obiettivo
  • Fai tesoro dell’esperienza positiva così come di quella negativa. Sfrutta le ricadute per imparare a migliorare.
  • Celebra i risultati positivi. Rinforza i tuoi successi con delle piccole ricompense.

 

Ricorda:

La più grande scoperta di ogni generazione è che l’essere umano può cambiare radicalmente la sua vita, mutando l’atteggiamento – William James 

Ognuno diventa, a volte senza accorgersene, il sé che decide di essere – anonimo

Se vuoi cambiare non perdere l’occasione unica di partecipare al seminario di Anthony Robbins a settembre 2009 in Italia!

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Dire “no” ti fa soffrire, dire “sì” ancora di più

 
Dire di no ti fa soffrire. E’ vero.
 
Ma dire sempre sì ti farà soffrire ancora di più. In fondo, in fondo lo sai. Ma il timore di deludere, del giudizio negativo dell’altro e la sofferenza che proviamo quando siamo rifiutati, quando veniamo delusi è più forte e viene rafforzato dal piacere di compiacere, lusingare, accontentare.
 
E’ così, ammettilo. La tua esperienza ti dice che non sei bravo ad applicare la matematica attuariale ai tuoi sentimenti. Sopravvaluti le sofferenze e i piaceri immediati e sottovaluti il flusso di piaceri e sofferenze che proverai in futuro. E’ un difetto di progettazione dell’uomo.
 
Correggere quest’errore richiede esperienza e pratica. E ancora pratica, pratica, pratica.
 
Se pensi che dire di no sia maleducato, che possa creare conflitto, che ti faccia giudicare incapace di gestire le tue attività, quando ti viene fatta una richiesta alla quale sai che dovresti dire di no probabilmente confezionerai lì per lì una risposta evasiva, accamperai un po’ di scuse per giustificarti ma non riuscirai a pronunciare un chiaro e netto “no”.
 
Risultato?
 
Tu penserai di aver negato la tua disponibilità. Il tuo interlocutore si aspetterà che nonostante tutto alla fine esaudirai la sua richiesta. Quindi: malintesi, risentimento, conflitto. Proprio quello che volevi evitare.
 
Situazione tipo:
 
Stai facendo un lavoro impegnativo per un cliente. Promessa di consegna: entro questa sera.
 
Arriva la mail del capo:
 
“Per favore dottor Rossi, prima di uscire mi estragga i dati di vendita dell’ultimo trimestre divisi per distretto, escludendo i venditori Giuliani e Trinchetti. Il report mi serve per la riunione di domani mattina ore 9.00. Grazie”
 
Cosa fare? Dire di no al capo? Non mantenere la promessa fatta al cliente?
 
In fondo è solo un cliente dei tanti. La mancata promessa non ha un riflesso diretto e immediato sullo stipendio. Il giudizio del capo potrebbe averlo.
 
Ecco le diverse strategie che potresti adottare:
 
  1. dire di no al capo e soddisfare il cliente
  2. dire al capo che farai il possibile per soddisfare le sua richiesta, mettendoti il cuore in pace se non riuscirai a soddisfarla
  3. dire al cliente che forse il lavoro arriverà un po’ ritardo, mettendoti il cuore in pace pur sapendo che arriverà certamente in ritardo
  4. dire di sì al capo e non soddisfare il cliente
  5. dire di sì a tutti cercare di fare tutto in qualche modo.
 
La 2, la 3, la 4 o la 5 sono quelle che più probabilmente metterai in atto.
 
La 2 e 3 la creano false aspettative che non saranno soddisfatte. E tu lo sai fin dall’inizio!
 
La 4 genera un cliente insoddisfatto e alla lunga anche un capo e un “te” insoddisfatti.
 
La 1 genera un capo e alla lunga un “te” insoddisfatti.
 
La 5 lascia tutti insoddisfatti.
 
Allora, come ne esci?
 
La risposta può sembrare banale. Ma le cose banali non sono quelle che sanno tutti, ma quelle che tutti applicano. In base a questa definizione sto per dirti una cosa non banale.
 
Sii chiaro. Dì “no” e spiega perché, oppure cambia i termini della questione: dì “sì” ma non nei termini richiesti.
 
  1. Dì no
  2. Spiega i motivi per cui non puoi farlo
  3. Spiega perché è importante che tu non lo faccia
  4. Proponi delle alternative
  5. Conferma la tua disponibilità in altre circostanze
 
 
“Dottor Verdi, mi spiace ma non posso soddisfare la sua richiesta. Sto terminando questo lavoro per il cliente Giacometti. Come sa è uno dei nostri clienti più importanti. Ho preso l’impegno di consegnargli il lavoro entro questa sera. Per l’azienda e per me è importante mantenere fede alle promesse fatte e proprio per questo le dico già che non farei in tempo a produrre il rapporto con la precisione che merita. Potrebbe chiederlo al dottor Rossi, ho già verificato la sua disponibilità, oppure, se fosse possibile, potrebbe rimandare la riunione al pomeriggio. Naturalmente in questo caso può contare su di me così come nelle prossime occasioni.”
 
Agendo così guadagnerai proprio quello che temi di perdere dicendo di no: guadagnerai considerazione e rispetto.
 
Volendo accontentare tutti finisci per perdere di vista le cose veramente importanti, per calpestare i tuoi valori, farai un torto a te stesso.
 
Volendo accontentare tutti invece finisci per non accontentare nessuno. Come dice Roberto Re “sii disponibile con tutti, senza essere a disposizione di nessuno.” 
 
Riflettici su!
 
Agisci subito!
  
  • Impara a dire di no, quando è necessario
  • Segui i passi seguenti per farlo senza soffrire e guadagnando rispetto e considerazione:
    • Dì no
    • Spiega i motivi per cui non puoi farlo
    • Spiega perché è importante che tu non lo faccia
    • Proponi delle alternative
    • Conferma la tua disponibilità in altre circostanze

Ricorda:

“Col tono giusto si può dire tutto, col tono sbagliato nulla: l’unica difficoltà consiste nel trovare il tono.” – George Bernard Shaw

 “E’ un difetto comune degli uomini di dire più facilmente quello che credono che gli altri vogliano sentire piuttosto che attenersi alla verità” -Anonimo

 Dammi il tuo parere! Lo apprezzerò. Grazie.

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“Impara a dire di NO”

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Dire di no ti fa soffrire, dire di sì, ancora di più 

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Relazioni, relazioni, relazioni: com’è facile renderle difficili!

(Se hai fretta clicca qui )

“E’ colpa tua!”

“Mia? Se tu non avessi….”

“Io? Tu piuttosto, perché ti sei comportato così?”

Quante volte in una relazione ti è capitato di ritrovarti in un battibecco come questo?

E’ possibile migliorare le relazioni con gli altri e uscire in modo soddisfacente da una discussione?

Certamente! Ecco alcuni consigli.

Il punto cruciale e impegnativo da accettare e gestire è che in una discussione occorre andare oltre le parole. Occorre sforzarsi di comprendere l’altro, le sue emozioni, i suoi stati d’animo, le sue reali intenzioni. Occorre distinguere i fatti dai pregiudizi.

Facile? No. Ma provaci.

No presumere di sapere tutto, cerca di scoprire quali informazioni ha l’altro e che giustificano il suo atteggiamento.

Esprimi i tuoi sentimenti e invita l’altro a fare lo stesso. Se cerchi di nasconderli, rischi che emergano comunque in maniera inopportuna e non produttiva. Spiega all’altro l’effetto che hanno avuto le sue parole e i suoi comportamenti e invita l’altro a fare lo stesso.

Cerca di capire come quello che viene detto può mettere in discussione l’identità di ciascuno. Si trascura troppo spesso il fatto che le nostre parole mettono in discussione l’immagine che l’altro ha di se. Allo stesso modo ciò che ci fa più soffrire non sono tanto le parole in se quanto il fatto che queste mettono in crisi la nostra identità. Mi stai dicendo che non sono onesto, non sono in gamba, non sono giusto quando io penso di esserlo e voglio esserlo. Questo ci fa soffrire, ci fa arrabbiare, ci fa rispondere come non vorremmo. Non è così?

Forse accettare il fatto che non si è mai totalmente “buoni” o “cattivi”, “onesti” o “disonesti” ci farebbe accettare ciò che sta accadendo e comprendere di più le ragioni dell’altro. 

Accetta il fatto che probabilmente tutti e due avete ragione e ciò che dite è vero. Cerca di capire la sua ragione. Cerca di capire quali informazioni ti mancano per capire la sua ragione, cerca di capire la diversa percezione che l’altro ha di ciò che è avvenuto.

Dai all’altro tutte le informazioni perché lui arrivi  comprendere il tuo punto di vista. Cerca la complementarità della versione dell’altro invece della sua negazione.

Invece di spendere energie a dimostrare le colpe dell’altro ricerca e metti in luce il contributo di ciascuno al verificarsi della situazione. Cerca di ricostruire il gioco delle azioni e reazioni

Esiste un metodo molto efficace per raggiungere questo traguardo. Fare domande, anziché affermare.

Ma vediamo in concreto come strutturare il dialogo:

Di solito si fa l’errore di partire accusando e comunicando il nostro punto di vista.

Per sviluppare un dialogo produttivo conviene partire cercando di inquadrarlo come farebbe un osservatore esterno estraneo alla discussione.

“Sembra che la vediamo in modo diverso, tu ritieni che… mentre io penso …..”

Non c’è accusa, non c’è giudizio, l’altro si sente compreso, non ha ragioni per chiudersi e mettersi sulla difensiva, anzi, al contrario, si predispone ad aprirsi.

Prosegui poi ricercando le motivazioni che portano entrambi ad avere punti di vista differenti.

“Io penso questo perché….. probabilmente tu avrai delle informazioni diverse, ti va di dirmele?”

Aiuta l’altro a capirti e chiedi di aiutarti a capire ampliando le informazioni a disposizione che magari si danno per scontate o che si ritengono irrilevanti.

Passa poi a parlare degli effetti e delle intenzioni di ciascuno

Quello che è successo mi ha creato queste difficoltà, immagino che non fosse tua intenzione che questo avvenisse, mi interessa conoscere il tuo punto di vista a riguardo”

Non dare per scontato che l’altro conosca le conseguenze del suo comportamento e nello stesso tempo sii curioso delle motivazioni del suo comportamento.

“Mi rendo conto che entrambi abbiamo contribuito a questa situazione, l’abbiamo fatto facendo …., dicendo…….” 

“….e questo mi ha fatto sentire ….e probabilmente tu ti sentirai….. è così? ”

Analizza come questi sentimenti mettono in discussione l’auto-immagine di ciascuno.

“Proviamo a vedere quali sono i nostri scopi e come raggiungerli”

Nel farlo tieni conto delle preoccupazioni e degli interessi di entrambi e quindi escogitare insieme le vie di soluzioni possibili.

Come vedi molto di quanto descritto parte da te. Ti chiederai, ma devo fare tutto io? Oppure, ma perché il primo passo dovrei farlo io?

Beh perché tu tu leggi IoManager e quindi sei interessato a migliorare te stesso 😉 .  Fai in modo che anche il tuo “avversario” divenga un frequentatore di IoManager e magari non dovrai più fare tutto te.

Naturalmente il conflitto può avvenire in tutte le relazioni, ma nelle relazioni di coppia la discussione assume un importanza particolare ed è particolarmente difficile da risolvere. Perché. Perché oltre alle consuete difficoltà relazionali nelle discussioni di coppia entra in gioco anche la diversità di pensiero e atteggiamento che caratterizza uomini e donne, l’universo maschile e quello femminile.

In questo campo il massimo esperto è John Gray l’autore del best seller  “Gli uomini vengono da Marte le donne da venere”.

 Ti basterà guardare qualche video tratto da un corso di John Gray renderti conto di quanto precisa e lucida sia la sua analisi. Impossibile non ritrovarsi nelle sue descrizioni. Da analisi tanto lucide non possono che discendere preziosi consigli per migliorare la relazione di coppia.

 Per conoscere meglio John Gray ti regalo l’e-book “Come costruire relazioni durature”.

 

Agisci subito!

  • Analizza il conflitto dal punto di vista di un estraneo non coinvolto
  • Evidenzia le conseguenze sia pratiche che emotive della situazione
  • Analizza come tali conseguenze possono colpire l’identità di ciascuno
  • Raccogli informazioni oggettive e individua gli scopi di ciascuno
  • Ricerca una soluzione comune che tenga conto degli interessi e delle preoccupazione di entrambi

 

Ricorda

“Le donne desiderano ricevere comprensione, gli uomini accettazione – Una donna si sente compresa quando un uomo la ascolta con partecipazione e senza giudicare ciò che dice. Più questo bisogno è soddisfatto, più sarà facile dare al compagno l’accettazione che lui desidera.

 Quando gli uomini tornano a casa, vogliono rilassarsi, ad esempio, leggendo il giornale, anche le donne vogliono rilassarsi dopo una giornata pesante. Loro, tuttavia, trovano sollievo parlando dei loro problemi. Gli uomini sono convinte che le donne parlino troppo, mentre le donne si sentono ignorate”.

John Gray

 

 Approfondimenti:

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Marte e Venere si Innamorano di Nuovo

I libri di John Gray

IoManager

ti regala un libro di John Gray se ti iscriviti al Corso di John Gray!

 

 

 

 

Conversazioni Difficili Conversazioni Difficili
Come uscire da situazioni delicate senza rovinare le vostre relazioni
Anne DicksonDimmi di più….

E te, come te la cavi con le relazioni? Conosci i libri di John Gray?  Lascia il tuo commento. Sono curioso di conoscere il tuo punto di vista. Grazie.

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“Dobbiamo capire le nostre reciproche diversità, ecco l´unica, vera chiave della comunicazione.
Altrimenti non potremo mai comprenderci e saremo destinati ad eterni fraintendimenti.”

John Gray

Cosa tiene viva una relazione? La comunicazione.

Per mantenere la relazione devi mantenere viva o migliorare la comunicazione con passione.

Pasione e attrazione.

Quando la comunicazione scade la relazione scade.

Gli uomini perdono interesse nella relazione.

Le donne si lamentano della relazione.

Le donne vogliono migliorare la relazione.

Gli uomini pensano “Se funziona, vai avanti così senza cambiare niente!”

Quando si sposano le donne pensano “Addesso posso iniziare a cambiare, possiamo migliorare”

Gli uomini dicono “Ora che sono sposato speriamo che non cambi niente, che tutto continui così come prima!”

Cosa tiene viva una relazione? La comunicazione.

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Gratis per te da Iomanager e dal Progetto Miglioramenti di Sebastiano Todero


Calendario di IoManagerIl “Segreto” del Miglioramento – di Sebastiano Todero

 

GRATIS

Trovi il link alla pagina nella pagina scarica gratis di IoManager

Se vuoi migliorare molto ma hai poco tempo…allora sei un Manager di te stesso “normale”!

Ma se vuoi essere un Manager di te stesso “straordinario” sai già che hai bisogno di trovare le migliori risorse per la tua crescita personale e professionale.

Oggi IoManager offre ai suoi lettori un prestigioso e utile omaggio per tutti coloro che cercano una guida autorevole nel complesso mondo del miglioramento personale: si tratta di un “vero” libro elettronico scritto da Sebastiano Todero (primo esperto Italiano di Ottimismo Realistico e promotore della Nuova Psicologia Applicata) attraverso il quali, in modo semplice, diretto e con un linguaggio speciale, conoscerai: Le strategie e le risorse disponibili per scoprire la PNL e la Nuova Psicologia Applicata allo sviluppo personale

L’ebook ha la prefazione di Roberto Re…uno dei leader italiani del miglioramento personale.

Oggi tu puoi avere questo ebook senza spendere nulla, come omaggio reso disponibile dalla cooperazione tra IoManager e il Progetto Miglioramenti.

Vai subito a registrarti e scaricarlo dalla sezione scarica gratis di IoManager

Quindi ti auguro buona lettura e buoni miglioramenti!!

IoManager
Il Progetto Miglioramenti

 

PS. Visto che sicuramente ti piacerà…ricambia il favore e manda qualche tuo amico a scaricare la sua copia! Ti ringrazierà.

SWOT Analysis per migliorare

(Se hai fretta clicca qui)

Hai mai dedicato del tempo per fare un’analisi un’analisi approfondita delle tue potenzialità e delle tue aree di miglioramento, delle opportunità e delle minacce che si ergono sul tuo percorso di miglioramento?

Ti sei mai soffermato a verificare quali sono le cose in cui riesci meglio, che fai senza fatica, insomma hai mai pensato a quali sono i tuoi talenti naturali?

Sei mai stato così onesto con te stesso da individuare quali sono le tue aree di miglioramento?

Le tue debolezze, a individuare le situazioni in cui vacilli o ti senti meno sicuro?

Probabilmente non ancora. Non c’è mai tempo per farlo, o almeno così ci diciamo.

Oggi ti invito, oltre a leggere questo articolo, a soffermarti a eseguire l’esercizio che ti propongo.

Lo scopo dell’esercizio è di equilibrare i tuoi punti forti con le tue debolezze. Aumentare la fiducia nelle tue capacità, prendere coscienza degli aspetti da migliorare o trasformare quegli aspetti in punti di forza.

Bene sei pronto?

Prendi un foglio e dividilo in quattro quadranti.

                   

Punti di Forza_____________________ Aree di miglioramento_____________________
Opporunità_____________________ Minacce_____________________

Sul primo scrivi: “I miei punti di forza – Strength”.

Questo è il quandrante più importante. Quali sono gli aspetti positivi della tua personalità, cosa ti piace di te stesso?

Quali sono le competenze e le capacità che ti pongono in una situazione di vantaggio rispetto ai tuoi obiettivi di crescita?

Cosa sai fare bene?

In quale situazione ricevi apprezzamenti? Sgombra la mente da tutti gli altri pensieri e, per aiutarti in questa analisi, inizia a pensare alle diverse aree della tua vita, lavoro, famiglia, relazioni, salute, denaro; pensa ai tuoi diversi ruoli, ad esempio di padre, compagno, amico, capo, collega, …

Pensa alla tua situazione attuale, e scrivi tutto quello che ti viene in mente anche se ti può sembrare insignificante.

Hai scritto tutto? Ti sei preso il tempo necessario? Se l’hai fatto, molto bene, mi complimento con te. Se non l’hai fatto, non proseguire. Investi ancora un po’ del tuo tempo per la tua crescita.

Ok. Ora scrivi su un l’altro quadrante “Le mie aree di miglioramento – Weaknesses”.

Di quali aspetti della tua personalità non sei troppo contento?

In quali situazioni non ti senti all’altezza o ottieni dei risultati inferiori alle tue attese?

Quali sono i limiti, le difficoltà che trovi nell’applicare le tue strategie di miglioramento?

Ancora una volta può essere d’aiuto pensare per “aree di competenza” e per ruoli ricoperti.

Hai trovato almeno tante aree di miglioramento quanti sono i punti di forza? Bene, allora puoi proseguire, altrimenti prenditi ancora del tempo per pensarci su.

Fino ad adesso abbiamo preso in considerazione i fattori “endogeni”, interni, quelli che dipendono da noi.

Ma come incidono gli eventi “esogeni”, esterni, sulla nostra possibilità di migliorare?

Quali sono le opportunità che si profilano all’orizzonte del tuo cammino di miglioramento? E quali le minacce?

Nel terzo quadrante scrivi “Opportunità – Opportunities”.

Scrivi le risposte a questa domanda: nel contesto in cui vivo, lavoro, studio, …. quali opportunità posso sfruttare per migliorare me stesso?

Ci sono delle condizioni ambientali favorevoli al tuo sviluppo personale?

Inserisci tutto ciò che ti viene in mette, che è a portata di mano, a disposizione, per migliorare: Corsi, risorse, persone che possono aiutarti, …

Minacce – Threats

Ed eccoci all’ultimo quadrante: quali ostacoli possono impedirmi di crescere?

Quali sono le barriere, le condizioni che ti trattengono dal raggiungere i tuoi obiettivi di miglioramento?

Mancanza di soldi, tempo, risorse, persone…. Adesso riguarda tutto quello che hai scritto e evidenzia fra tutti i fattori che hai individuato quelli più rilevanti e che possono verificarsi con maggiore probabilità e concentra l’attenzione su quelli.

Individua e privilegia quei fattori che sono correlati fra di loro pur trovandosi in settori diversi della matrice.

Ad esempio:

  • Punto di forza – Tenacia
  • Opportunità – Corso di autostima
  • Area di miglioramento – Scarsa fiducia in me stesso
  • Minaccia – Tanto tempo assorbito dal lavoro

Posso migliorare la fiducia in me stesso frequentando un corso di autostima, sfruttando la mia tenacia nell’ottenere ciò che desidero pur avendo poco tempo da dedicare alle attività non lavorative.

Come vedi questi aspetti possono trovare denominatore comune e quindi sono da evidenziare. Puoi trascurare invece le voci poco rilevanti, poco probabili, quelle simili ad altre o che nascondo la pretesa di obiettivi impossibili o di perfezionismo estremo.

Piano di Azione

Ed eccoci alla strategia di sviluppo che la SWOT Analysis ci aiuta a tracciare rendendo chiare ed esplicito il quadro di partenza e guidandoci verso le azioni da compiere.

Si tratta adesso di individuare un piano di azione per far corrispondere i punti di forza interni alle opportunità esterne, per convertire i punti di debolezza interni in punti di forza e trasformare le minacce in opportunità. In sostanza si tratta di cambiare atteggiamento, ribaltare i punti di vista per scorgere il lato buono dei punti deboli e le occasioni travestite da minacce.

Nell’esempio di prima un piano di azione creativo, diverso da quello prima individuato potrebbe consistere nell’utilizzare la tenacia per convincere il proprio responsabile a frequentare un corso, a titolo di formazione professionale e quindi in orario di lavoro, per migliorare aspetti caratteriali (scarsa fiducia) utili a aumentare la propria produttività.

Individua:

  • i punti di forza che ti consentono di sfruttare le opportunità (FO);
  • le alternative alle debolezze sottoposte a probabile minaccia (DM);
  • come sviluppare un’area di miglioramento (debolezza) sfruttando un’oppotunità (DO);
  • come sfruttare una forza per affrontare una minaccia (FM)
E scrivi il tuo piano di azione
FO
Punto di forza ______________
Opportunità ___________
Azione ______________
DM
Debolezza ___________________
Minaccia ______________
Alternativa ______________
DO
Debolezza ___________________
Opportunità ____________
Azione di miglioramento ______________
FM
Punto di forza _______________
Minaccia ______________
Azione di difesa ______________
Punti di Forza Aree di miglioramento (Debolezze)
Opportunità Strategie FO: Sviluppare nuove metodologie in grado di sfruttare i punti di forza. Strategie DO:Eliminare le debolezze per attivare nuove opportunità.
Minaccie Strategie FM:Sfruttare i punti di forza per difendersi dalle minacce. Strategie DM: Individuare piani di difesa per evitare che le minacce esterne acuiscano i punti di debolezza.

Per finire vorrei lasciarti con consiglio spesso trascurato da chi insegna sviluppo personale.

 

E’ poco utile sforzarsi di eliminare completamente le proprie debolezze con l’unico risultato di aumentare la propria frustrazione.

E’ molto più efficace accettarle e individuare in quali contesti le debolezze possono risultare punti di forza o ancora valorizzare i punti di forza così da bilanciare le debolezze e i difetti. Il tuo sforzo produrrà molti più risultati se saranno indirizzati verso ciò che sai fare bene.

 

Agisci subito!

  • fai un analisi di te stesso
  • individua punti di forza, aree di miglioramento, minacce e opportunità per migliorare e inseriscili in una tabella 2×2
  • Evidenzia, nei diversi quadranti i fattori più importanti e correlabili fra loro 
  • Immagina una strategia, sii creativo e individua le azioni di miglioramento
  • Non tentare di eliminare completamente i punti di debolezza ma compensali o utilizzali in contesti dove possono diventare dei punti di forza

 

 Ricorda: “La fortuna è ciò che accade quando la preparazione si incontra con un’opportunità” – Anonimo

 

Risorse supplementari:

 

Consigli per un anno: piano di azione per cambiare davvero

Anno nuovo vita nuova!

Scarica il calendario di IoManager con il piano di azione! 

Ti aiuterà a mantenere il focus sul piano di azione 2008

Ecco 12 consigli per cambiare, 12 inviti all’azione da mettere in pratica. Uno per ogni mese.

Un piano semplice ed efficace. Semplice perché ti puoi concentrare su un passo alla volta. Efficace perché hai un intero mese a disposizione per trasformare il comportamento suggerito in abitudine, condizionando te stesso per sempre.

Sei pronto?

Bene, immagina come ti sentirai, che persona sarai, quando avrai realizzato i 12 gradi di miglioramento, quando li avrai fatti tuoi per sempre. Mantieni questa immagine di te stesso e conservando la sensazione di benessere che stai provando ora e leggi il tuo piano per il 2008!

GennaioAvventura

L’importanza del viaggio non sta tanto nel sapere dove siamo, ma verso quale direzione stiamo andando, senza perdere nulla di ciò che troviamo durante il percorso.

Romano Battaglia

L’inizio di un nuovo anno è come l’inizio di un viaggio e di una nuova avventura. Così come un nuovo viaggio inizia stabilendo quale è la meta finale, un nuovo anno dovrebbe iniziare sempre ponendosi degli obiettivi. Dove vorresti essere fra un anno? Come vorresti essere fra un anno? Cosa vorresti aver realizzato?

Prenditi il mese di gennaio per stabilire i tuoi obiettivi e pianificare le azioni per realizzarli.

Qui trovi alcuni consigli per fornulare i tuoi obiettivi

FebbraioAgire

 La più piccola azione è più grande della più nobile intenzione.

Patti Labelle

Adesso è il momento dell’azione. Metti in moto il tuo piano, agendo subito. Nel corso di febbraio devi compiere almeno uno passo che ti avvicini, non importa se poco o tanto, al tuo obiettivo.

MarzoOsare

 L’unico limite a quanto in alto possiamo andare è quanto crediamo di poter salire.

Anonimo

Nel mettere in atto il tuo piano, osa. Osa chiedere. Agisci lasciandoti alle spalle la paura di fallire e la paura di sentirti rifiutato.

Il mese di marzo è dedicato a recuperare il coraggio di agire mettendo in atto le tue decisioni, nonostante le prime inevitabili battute di arresto, nonostante i primi ostacoli che si frappongono fra la posizione di oggi e quella che raggiungerai attraverso i risultati di quest’anno.

Osa proseguire verso i tuoi obiettivi!

AprileScegliere

 Il destino non è questione di fortuna; ma è questione di scelte. Non è qualcosa che va aspettato ma piuttosto qualcosa che deve essere raggiunto.

William Jennings Bryn

Dopo aver osato, scegli.  Vuoi veramente raggiungere i tuoi obiettivi? Allora prosegui, vai avanti, nonostante tutto. Se hai fatto una scelta, hai preso una decisione e se hai preso una decisione, la porti avanti fino alla fine. Con flessibilità e persistenza. Le donne e gli uomini che hanno raggiunto i loro obiettivi lo hanno fatto perché hanno scelto di andare avanti. La questione per loro non era se avrebbero mai raggiunto i loro obiettivi, ma quando.

Aprile è il mese che dedicherai a confermare le scelte di quattro mesi fa. Ad aprile capirai quale è stata veramente la tua scelta: ripetere gli stessi percorsi noti per rimanere quello che sei o avventurarti verso nuove mete, ottenendo quello che meriti di ottenere. Ogni azione coerente con il tuo obiettivo è una conferma della tua scelta. Ogni indecisione, rinvio o scusa per non agire è comunque la conferma di una tua scelta, diversa, ma pur sempre una tua scelta.

MaggioEquilibrio

 Quando ti muovi verso i tuoi obiettivi niente ti può fermare.

Shiller

Adesso che hai fatto un po’ di strada, rifletti un istante su cosa stai sacrificando e se vale la pena sacrificarlo. Questo è un passo importante. Tanti sono coloro che troppo tardi si accorgono che hanno lasciato per strada il meglio di ciò che avevano e quello che hanno ottenuto non meritava ciò che hanno perso.

Maggio è il mese che dedicherai a trovare l’equilibrio fra ciò che stai ottenendo e ciò che già hai. Se sei veramente cresciuto hai smosso una situazione precedente che aveva un suo equilibrio, magari precario, magari indesiderato, ma pur sempre un equilibrio. Adesso che hai fatto più di qualche passo verso il tuo obiettivo e hai sperimentato le prime conseguenze in tutti gli ambiti della tua vita devi dedicare del tempo a immaginare come mantenere l’armonia nella sfera lavorativa, finanziaria, famigliare, relazionale.  E’ forse uno dei compiti più difficili insieme a quello che ti descriverò per il prossimo mese…..

GiugnoDeterminazione

 La differenza tra l’impossibile e il possibile sta nella determinazione della persona.

Tommy Lasorda

Sei a metà strada. Hai già superato delle difficoltà. Avrai sperimentato i tuoi alti e bassi. E’ giunto il momento di ridare vita alla tua motivazione. E’ giunto il momento di riacquisire l’entusiasmo per il risultato. E’ giunto il momento di riportare lo sguardo verso il premio finale.

Ripeti l’esercizio fatto a inizio anno: immagina come ti sentirai, che persona sarai, quando avrai realizzato i 12 gradi di miglioramento, quando li avrai fatti tuoi per sempre. Mantieni questa immagine di te stesso e conservando la sensazione di benessere che stai provando prosegui il tuo piano per il 2008!

Giugno è il mese della ricarica. E’ il mese della determinazione per superare le prove cui sarai sottoposto per meritarti il premio finale. Più sarai vicino al risultato più prove dovrai superare. Accade sempre così. Ottenere risultati è più una questione di determinazione che di qualità, competenza, capacità. Quest’ultime aiutano ma la determinazione è l’ingrediente indispensabile per tagliare il traguardo.  

AgostoRisultati

 Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.

Thomas Edison

Forse avrai già ottenuto qualche risultato. Avrai superato delusioni e sconfitte. Se avrai avuto abbastanza determinazione e avrai tratto insegnamento dall’esperienza avrai iniziato ad incontrare le prime soddisfazioni.

Luglio è il mese dedicato a riflettere sulle sconfitte per analizzarle dalla giusta angolazione ed affrontarle con il giusto atteggiamento. Con atteggiamento positivo filtrerai la preziosa essenza dell’esperienza di vita e la sfrutterai per ottenere risultati e avvicinarti alla meta, rafforzando la fiducia in te stesso e nelle tue capacità.

 

AgostoAmore

Amore è tutto ciò che aumenta, allarga, arricchisce la nostra vita, verso tutte le altezze e le profondità . L’amore non è un problema, come non lo è un veicolo; problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada…

Franz Kafka

Progredire senza amore significa regredire. E’ come seminare nel deserto. Così come senza acqua non sopravvive il fiore, senza amore non c’è risultato duraturo. La vera vittoria la si raggiunge con gli altri e per gli altri. Come in un gioco di specchi ciò che proietterai all’esterno ti verrà restituito e quel che vedrai non sarà altro che quella quota della tua bellezza e della tua grandezza che avrai saputo riversare negli altri.

Agosto è dedicato a fare il bilancio di ciò che hai dato agli altri e quanto vorrai condividere con gli altri di ciò che stai ottenendo ed otterrai nei prossimi mesi. Perché più sarai disposto a condividere, più velocemente crescerai.

SettembreCoraggio

Se siete tanto fortunati da trovare il tipo di vita che vi piace, dovreste trovare anche il coraggio di viverla.

John Irvin

Per ottenere risultati diversi devi cambiare. Cambiare significa affrontare terreni nuovi e sconosciuti. L’avventura attira ma spesso è scomoda, devi essere flessibile e capace di adattarti. Devi riuscire a far convivere i vecchi tesori con le nuove ricchezze. Solo se avrai il coraggio di farlo potrai giungere alle vera realizzazione. 

Settembre è il mese riservato a trovare il coraggio di vivere la nuova vita. Un mese per raccogliere le risorse e riflettere sui nuovi equilibri da trovare.  Ormai i risultati stanno arrivando è il momento di gestirli con saggezza solo così sarai pronto per il passo successivo ossia per il ….

OttobreCambiamento

Se vuoi cambiare il tuo destino, cambia il tuo atteggiamento.

Amy Tan

Per mantenere il livello di crescita che hai raggiunto devi cambiare te stesso. Cambiare non significa essere una persona diversa, significa essere te stesso al meglio nelle nuove circostanze, quelle che hai desiderato e sei riuscito a realizzare.

Ottobre dedicalo all’analisi di te stesso. Ora che inizi ad ottenere quello che vuoi, riesci ad essere chi vuoi essere? Se hai scelto bene gli obiettivi, il loro raggiungimento porterà a cambiare te stesso nella direzione migliore, coerente con la tua essenza e con il tuo ideale di persona. E’ la strada che porta alla vera realizzazione personale.  Non solo avere ma anche essere.

NovembreSquadra

Il lavoro di squadra è l’abilità di lavorare insieme verso una visione comune. L’abilità di dirigere ogni realizzazione individuale verso un obiettivo organizzato. E’ il carburante che permette a persone comuni di ottenere risultati non comuni.

Anonimo

Da solo puoi crescere, ma per raggiungere l’eccellenza occorre il contributo di una squadra eccelsa. Frequenta persone migliori di te.  In cambio del loro supporto dai loro più di quanto si aspettano e il tuo cammino sarà inarrestabile. Fai conoscere agli altri il tuo piano, proponi loro un sogno da realizzare insieme e riceverai il carburante per spiccare il volo oltre i risultati che avevi immaginato a gennaio.

Novembre è il mese da riservare a intensificare le relazioni e a realizzarti oltre le tue più ottimistiche previsioni.

Dicembre Dedizione

Il prezzo del successo è il lavoro duro, la dedizione al compito che abbiamo davanti, e la certezza che,  sia che vinciamo sia che perdiamo, abbiamo dato il meglio di noi stessi. 

Vince Lombardi

Complimenti! Sei giunto al termine di un altro anno. Se hai messo in pratica i 12 consigli hai senz’altro vinto. Sia che tu abbia centrato o superato i tuoi obiettivi, sia che tu ci sia andato vicino, avrai comunque vinto perché hai agito. E agendo sei cresciuto. E se manterrai la costanza e la determinazione presto o tardi troverai quello che cerchi. Magari scoprirai che è qualcosa di diverso da quello che avevi immaginato, magari scoprirai che solo il fatto di agire, invece di sognare e basta, ti fa raggiungere quello stato d’animo di gioia, benessere e felicità che è il fine ultimo di ogni meta ambita. E con questa certezza sarai pronto per affrontare un’altra avventura, un nuovo anno da dedicare alla realizzazione e al miglioramento di te stesso degli altri in armonia.

Buon anno!

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Anno Migliore

 

L’anno migliore della tua vita – HRD  

 

 Anno migliore

 

L’anno migliore della tua vita – Jinny S. Ditzler 

 

Obiettivi

 

Obiettivi – Giacomo Bruno

Il potere delle decisioni

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di Eugenio Guarino

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Sogna, agisci, realizza!

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