Archivi categoria: Atteggiamento mentale

Far crescere la motivazione

Come si fa a motivare?

Inquadra ciò che deve essere fatto in un contesto più ampio

Provo a spiegartelo con una citazione:

“Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse.
“Spacco pietre” rispose il primo.
“Mi guadagno da vivere” rispose il secondo.
“Partecipo alla costruzione di una cattedrale” disse il terzo”
Peter Schultz (inventore delle fibre ottiche)

Ho reso l’idea?

Rendi partecipe delle decisioni

Imposta i principi di base, disegna un quadro di riferimento e fai decidere chi opera su tutto il resto.
Chi opera, se motivato dal fine “alto” dato dal contesto più ampio, sa meglio di chiunque altro cosa è bene fare.
Non riuscirai mai veramente a imporre niente a nessuno. L’unica cosa che puoi fare è creare le condizioni affinché gli altri abbiamo dei buoni motivi per agire. Un ottimo motivo è far sì che le persone contribuiscano alle decisioni sugli obiettivi e su come raggiungerli.

Cosa ci guadagno?

Rendi espliciti i vantaggi sepecifici per chi deve agire. Inquadrando l’azione in un contesto più ampio chi deve agire si sentirà parte di un progetto utile per una comunità o addirittura per il mondo intero! Cosa ci può essere di più gratificante?
Oltre a ciò chiediti quali sono i benefici particolari e personali per chi dovrà operare. Trova una relazione fra il compito e uno o più benefici personali e scoprirai delle ottime motivazioni da comunicare.
Credici e ispira fiducia
Steve Jobs raccontava che in molti dei suoi successi giovanili sono stati determinati dall’ingenuità: “Siccome non sapevo che non si poteva fare, mi sentivo in grado di farlo”. Anche in seguito ha sempre spronato i suoi (a volte andando anche oltrei i limiti)  a fare cose incredibili convincendo le persone che potevano realizzare cose che tutti avrebbero ritenuto impossibili.
Sii tu il primo a credere fermamente nelle capacità e nelle possibilità dei tuoi collaboratori, regala fiducia e, nella maggior parte dei casi, ne sarai ripagato.
“Le persone non sono pigre, hanno semplicemente obiettivi poco stimolanti” Anthony Robbins
Agisci subito!
Per motivare:
 – Inquadra il compito in un contesto più ampio
 – Fai partecipare alle decisioni chi ne è coinvolto
 – Rendi chiari i vantaggi specifici e personali
 – Credi nelle tue persone e ispira loro fidicia e trasmetti la tua fiducia nei loro confronti stimolandoli a ottenere risultati straordinari
Convincere e Motivare Convincere e Motivare
Scienza e tecnica della persuasione
Agostino La Bella, Alessandra La Bella

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Fermarsi per muoversi in fretta

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Copyright (c) 123RF Stock Photos

Una pausa. Ogni tanto conviene prendersi una pausa per riflettere.

A volte ne senti proprio il bisogno, altre volte ne hai bisogno ma non lo senti.

Conviene fermarsi e ricaricarsi. Fare il punto della situazione. Recuperare i sogni, le aspirazioni, se stessi.

Pianifica sulla tua agenda mezz’ora al mese per tracciare la rotta e verificare il tuo percorso.  Per rientrare in contatto con te stesso.

Avere consapevolezza

Sei soddisfatto di ciò stai facendo per te e per gli altri? Corrisponde alle tue aspirazioni? E’ quello che vuoi veramente?

Se sei soddisfatto di ciò che sei e ciò che fai è perché sai o senti che tutto ciò è connesso con uno scopo più grande, sai o senti che ti fa crescere, migliora te, le persone a te vicine e forse, se ci pensi bene, più o meno direttamente migliora l’intera umanità.

Conoscere le tue aspirazioni 

Cosa vorresti fare di diverso? Che riflessi avrebbe su te e sugli altri? E’ quello che vuoi veramente?

Cos’è che ti incuriosisce, ti appassiona, ti emoziona, cosa sprigiona il fuoco in te, cosa ti dà  quella sottile eccitazione, quell’iniezione di adrenalina che ti fa sentire vivo?

In quale contesto, rispetto a cosa, con quali persone, rispetto a quali argomenti provi queste sensazioni e ti senti più a tuo agio.

In che modo ti fa crescere, migliora te e le persone vicino a te, l’intera umanità?

Pianificare l’azione 

In che modo puoi integrare l’ambito delle tue aspirazioni, la tua essenza con il contesto attuale?

In che modo puoi trasferirti in contesti diversi in cui puoi meglio integrare le tue aspirazioni e la tua essenza.

Di quali conoscenze hai bisogno? Di quali risorse tecniche, saperi? Di chi hai bisogno? Chi può aiutarti, consigliarti, indirizzarti, appoggiarti? Quali risorse economiche ti occorrono? Di quanto tempo presumi di aver bisogno?

Quali comode (e noiose) abitudini dovrai combattere? Quali nuove vie dovrai battere, sperimentare?

Ecco ora un passaggio spesso trascurato nei processi di cambiamento:

Come preserverai gli affetti, come li integrerai nel contesto verso cui ti stai indirizzando? Come ti porterai appresso le persone importanti? Quali saranno i loro benefici?

Per cambiare risultato devi agire diversamente, per agire diversamente devi far emergere l’altro te, quello ideale

Agire

Agire significa fare, mettere in pratica, trasformare il pensiero in azione, anche quando pensi di non essere pronto.

Sei pronto? No, non lo sarai mai. Agirai? Sì lo farai!

Perseverare

Quando sei partito, mantieni la rotta, senza distrarti e farti deviare dalle prime inevitabili difficoltà, è il momento più difficile, tieni duro ma sii flessibile; la meta è ferma la via può mutare.

Sarà facile? No, non lo sarà. Dovresti rinunciare? Sarai tentato, ma resisterai.

Su cosa farai leva per resistere? Suoi tuoi talenti, le tue capacità, suoi tuoi valori.

Pianifica

Adesso pianifica:

Cosa farai?

Come lo farai?

Come lo vivrai?

Come  lo vivranno gli altri?

Come resisterai?

Come supererai gli ostacoli?

Come ti sentirai nel raggiungere il  scopo?

Cosa proverai alla fine?

Adesso fermati e guarda indietro.

Come sei cambiato? Cosa sai fare adesso? Chi sei?

Diario di crescita

La curiosità e la conoscenza sono gli unici antidoti ai pregiudizi e alle convinzioni. Ti spingono ad agire anziché reagire, a cambiare anziché perseverare nelle comode quanto aride abitudini.

 A questo serve un diario di crescita.

 

Compendio di miglioramento e sviluppo personale

Zen

  • Tratti gli altri con giustizia e imparzialità
  • La mancanza di rispetto o i giudizi ingiusti nei tuoi confronti si ripercuotono su chi le emette non su di te
  • Conosci te stesso le tue passioni e i tuoi valori
  • Se non piaci a qualcuno può dispiacertene ma non intacca il tuo valore e la tua percezione del tuo valore…
  • se hai obiettivi realistici non c’è nessun motivo per cui potresti non ottenerli
  • Sei consapevole di poter migliorare, nonostante ciò accetti e valorizzi ciò che sei oggi
  • Hai diritto di sbagliare per imparare
  • La tua felicità e la tua realizzazione sono scopi nobili se ottenuti con mezzi onesti
  • Coltivi e mantieni l’abitudine di espandere le tue conoscenze e imparare
  • Accetti le tue mancanze anche se non le approvi
  • Le tue debolezze non ti rappresentano e non ti definiscono
  • La tua realizzazione dipende da te, ne sei responsabile
  • La tua felicità dipende da te ne sei responsabile
  • Il tuo comportamento con gli altri dipende da te ne sei responsabile
  • La presa di coscienza della tua responsabilità ti dà potere, se dipendesse  dagli altri potresti farci poco o niente, ma dipende da te, il cambiamento è sotto il tuo dominio.
  • Non attendi nessuno che ti corregga, sorregga, redima, scelga, agisca per te
  • Se vuoi raggiungere un obiettivo devi avere un piano e devi metterlo in atto, verificare i progressi e avere una strategia flessibile;  la cambierai ogni volta che non funziona, perseverai e ti rialzerai dopo ogni fallimento
  • Sei onesto e affidabile,  dici quel che farai e fai quello che dici
  • Ami gli altri

Post ispirato da “I Sei Pilastri dell’Autostima” di Nathaniel Branden

I Sei Pilastri dell'Autostima I Sei Pilastri dell’Autostima
Nuova edizione
Nathaniel Branden
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foto di g0upil da Flikr rielaborata

Quanto vali?

Sei felice?

Ora. proprio ora, mentre stai leggendo queste righe sei soddisfatto della tua vita, del tuo lavoro, di te stesso?

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Probabilmente c’è almeno un’area della tua vita in cui non ti senti particolarmente soddisfatto. Tutti soffriamo, chi più chi meno, periodicamente, di questo senso di mancanza di appagamento. Tutti.

Anche coloro che sembrano baciati dal successo.

Perché?

Principalmente per due motivi:

1) obiettivi irrealistici, ambizioni eccessive

2) concentrazione dell’attenzione sui difetti, sulle mancanze, sugli insuccessi

Cosa vuoi? A cosa miri? Con cosa confronti le tue prestazioni? Dove vorresti arrivare?

L’ambizione è sana. Ma lo è anche il senso del reale. Ambire è appropriato, pretendere no.

Se pretendi di svolgere la tua attività professionale nell’ambiente di lavoro  perfetto è probabile che non ti sentirai mai completamente realizzato. Se in un mese vuoi diventare l’amministrazione delegato della società per cui lavori e adesso sei un “semplice” impiegato le probabilità di sentirti frustrato saranno assai elevate. Se ti aspetti la perfezione soffrirai costantemente, perché, si sa, non è di questo mondo. L’eccellenza, seppur rara, lo è, la perfezione no.

Ma il risvolto più rasserenante della storia è che gli altri non la pretendono, i tuoi capi, i tuoi familiari, i tuoi amici non se l’aspettano. Probabilmente sei già abbastanza capace, dotato, meritevole per loro. La tua prestazione va già bene, ma la tua attenzione è rivolta a quello che avresti potuto fare di più e  meglio o a ciò che avresti potuto fare e non hai fatto; verso al poco che manca invece che al molto che c’è.

Sei stato abituato a pensare così. L’educazione dei genitori, la scuola spesso sottolineano le mancanze.

Quando ricevi complimenti tendi a sminuire l’importanza di ciò che hai fatto? Beh, soffri della sindrome dell’auto svalutazione.

Non ti preoccupare, sei in buona compagnia e si può migliorare! Come?

Continua a leggere e lo saprai.

Indirizza intenzionalmente l’attenzione verso i tuoi talenti, le tue doti. Quando devi affrontare un compito importante e sei in ansia, concentra l’attenzione verso l’impegno che hai profuso nel prepararti, verso esperienze precedenti di successo, verso ciò che sai di sapere.

Esercitandoti a notare i tuoi successi ti renderai finalmente conto di quanto vali.

Quali sono stati i tuoi più grandi successi? In quale aree stai primeggiando e in quali stai ottenendo dei buoni risultati?

Più sposti l’attenzione verso i tuoi successi, più la distogli dai fallimenti.

Questo non significa ignorare gli errori o illudersi, significa imparare a valutarsi obiettivamente spostando intenzionalmente e consapevolmente lo sguardo dalle mancanze, cui fino ad oggi hai dedicato troppa attenzione, verso i tuoi successi, che hai trascurato.

Ecco cosa devi fare nelle prossime due settimane:

  1. verifica i tuoi obiettivi: sono realistici?
  2. verifica le tue ambizioni: sono adeguate
  3. concentra l’attenzione sui tuoi successi attuali e passati
  4. usali come riferimento e sostegno per le tue azioni future

 

Saper Vivere
Saper Vivere
Per una vita piena di significato e di valore
Gerd Achenbach
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Eventi e cause, pensieri e convinzioni, comportamenti ed emozioni

se hai fretta clicca qui

Non sono i fatti a sconcertare gli esseri umani, ma i loro giudizi intorno ai fatti

Epitteto di Frigia – 50 D.C.

Più o meno la stessa cosa hanno affermato Marco Aurelio, Seneca, Confucio, Buddha, Lao Tze, …

In occidente e in oriente la conclusione è la stessa: “Cambia il tuo atteggiamento e potrai cambiare te stesso e il tuo mondo”

In tempi più recenti, all’inizio degli anni ‘60 del secolo scorso, Albert Ellis sviluppò nell’ambito della terapia cognitiva la terapia razionale emotiva.

Le nostre reazioni emotive dipendono dalla nostra visione del mondo.

Spesso si attribuisce la causa delle nostre emozioni a cause esterne:

  • Quella cosa mi fa arrabbiare
  • Non sopporto quel comportamento
  • Ricevere regali mi rende felice
  • L’aver perso il lavoro mi fa sentire un fallito

Se ci pensi bene, però, ti rendi conto che le persone non reagiscono allo stesso modo di fronte agli stessi eventi. Ciò che a me fa arrabbiare, può lasciare indifferente te, può essere perfino piacevole per qualcun altro.

Evidentemente fra gli eventi e la propria reazione ad essi si frappone un filtro,  indossiamo una sorta di occhiali le cui lenti ci forniscono una visione personale delle cose, una visione del mondo che è la mia ed è probabilmente diversa dalla tua e da quella di una terza persona.

Gli occhiali sono dotati di lenti difettose che deformano, filtrano, mascherano, selezionano la realtà.

Ecco i principali difetti delle lenti:

  • credenze: forniscono convinzioni e certezze sugli altri e sul mondo, valutazioni su cui “metteresti la mano sul fuoco” ma che non sono, o potrebbero non essere affatto vere;
  • generalizzazioni: portano a conclusioni generali basate su esperienze particolari (da piccolo dicevo che le lenticchie facevano venire la tosse perché la prima volta che le assaggiai me ne andò di traverso una e mi provocò un attacco di tosse 🙂 );
  • pensieri dicotomici (polarizzanti, estremi): in base ai quali inserisci le tue esperienze in categorie ben definite, stagne e opposte: un’esperienza è ritenuto buona o cattive, perfetta o disastrosa, un successo o un fallimento;
  • pensieri catastrofici: inducono a esagerare le conseguenze negative previste o attuali di un avvenimento;
  • selezioni: portano a considerare solo alcuni fatti trascurandone altri;

e ancora: eccessiva dipendenza dal giudizio altrui, indispensabilità (senza questo non riesco a vivere, o senza di me non riescono a vivere); perfezionismo (o lo faccio in maniera impeccabile o non lo faccio per niente),…

Sono solo alcuni esempi.

Come puoi intuire questi difetti si assomigliano, si influenzano e si alimentano gli uni con gli altri.

Per cambiare ciò che proviamo rispetto a ciò che ci capita dobbiamo cambiare …. gli occhiali che indossiamo.

Ma come fare? Purtroppo non puoi semplicemente andare dal tuo ottico di fiducia e rifare gli occhiali.

Ma puoi adottare la terapia razionale emotiva di Ellis.

Ecco tre passi che possono aiutarti a disfarti dei tuoi occhiali difettosi e ti consentiranno di costruirtene un altro paio più adeguati alle tue esigenze.

  1. per prima cosa devi riconoscere ed indentificare i difetti delle lenti, occorre che tu ne prenda piena consapevolezza;
  2. una volta che ne hai preso consapevolezza puoi mettere in discussione la  tua visione in quanto distorta dai difetti delle lenti;
  3. quindi sbarazzati delle lenti difettose e conquista un nuovo modo di vedere le cose

Fuor di metafora, mettiamo che tu voglia liberarti dell’ansia di parlare in pubblico.

Bene, primo passaggio: identifica la situazione ansiogena e annota i tuoi pensieri rispetto a quella situazione. Pensa per esempio alla prossima presentazione che terrai di fronte ai colleghi.

Inizia a fare caso ai pensieri che riempiono la tua testa quando pensi a quella situazione.

Potrai pensare:

  • “Quando devo presentare davanti a un pubblico mi dimentico sempre quello che voglio dire” (generalizzazione),
  • “Se non farò una presentazione perfetta mi precluderò la possibilità di far carriera” (pensiero dicotomico),
  • “La paura mi paralizzerà” (pensiero catastrofista)
  • “Tutti i bravi manager sono degli ottimi oratori in pubblico (credenza)

Ok. Hai annotato i pensieri e identificato le distorsioni che intrappolano i tuoi pensieri.

Non è importante che tipo di distorsione che hai identificato rispetto al tuo pensiero quanto il fatto che ti sia reso conto che è una distorto.

E’ giunto il momento di mettere in discussione e demolire le tue credenze.

Riesci a ricordare almeno un episodio in cui hai fatto una presentazione in pubblico e non ti sei dimenticato quello che dovevi dire?

Questa convinzione ti aiuterà a ricordare meglio ciò che devi dire?

Cosa accadrebbe veramente se non farai una presentazione perfetta?

E se la facessi quasi perfetta?

Quali dati oggettivi hai per affermare che una presentazione imperfetta preclude la tua carriera?

Se una persona che sta per parlare in pubblico ti dicesse che la paura lo paralizzerà che cosa gli diresti? Come gli dimostreresti che la paura non paralizza completamente una persona? E’ davvero così forte e potente la tua paura?

Conosci qualche bravo manager che non è un ottimo oratore? Quali dati supportano la tua affermazione rispetto alla capacità oratoria dei manager?

E adesso l’ultimo passo. Come potresti interpretare più realisticamente e produttivamente la situazione?  Concentrati sui tuoi desideri e sulle tue preferenze, sugli effetti desiderati invece che sulle cause dei tuoi pensieri.

Cosa potresti fare per aiutarti a ricordare quello che devi dire? Preparare una traccia scritta, aiutarti con una presentazione Power Point,..

Quali qualità hai che ti consentono di far carriera indipendentemente dalla qualità della tua presentazione?

Come potresti rafforzare la tua sicurezza rispetto alla presentazione? Provare bene la parte, ripetere la presentazione davanti a qualcuno,  visualizzare più me stesso che presento con sicurezza di fronte ai colleghi.

Quali sono le caratteristiche dei bravi manager oltre alla capacità di parlare in pubblico?

Cosa potrai imparare dall’esperienza, indipendentemente dal risultato?

Come sarà la tua presentazione se ti preparerai adeguatamente, se preparerai una scaletta, proverai davanti ai tuoi colleghi, visualizzerai te stesso presentare con successo, rifletterai sulle qualità che fanno di te un bravo manager?

E come ti sentirai quando ti sarai preparato in questo modo? E quando avrai terminato la presentazione, indipendentemente dal risultato?

Cosa pensi adesso della presentazione che dovrai fare? Quali sono i pensieri alternativi, più utili e più produttivi che hai sviluppato?

Scommetto che dopo questo esercizio la tua percezione dell’evento sarà radicalmente cambiata, così come le emozioni ad esso associate.

Non è la situazione ha procurarti emozioni spiacevoli, ma il modo in cui tu pensi a quella situazione.

 

Agisci subito!

  1. Individua il fatto rispetto al quale provi emozioni non piacevoli
  2. Annota i pensieri che popolano la tua mente quando pensi a quel fatto
  3. quali sono le emozioni e i comportamenti che conseguono dai quei pensieri?
  4. metti in discussione quei pensieri riconoscendone le distorsioni, la loro natura irrazionale, i processi di selezione, generalizzazione,  pessimismo ingiustificato, eccessiva polarizzazione (leggi sopra per una descrizione di questi concetti); perché tali pensieri possono non essere necessariamente veri o addirittura essere irrealistici?
  5. sulla base dei risultati ottenuti dal punto precedente riordina le tue percezioni e riorganizza in maniera produttiva i tuoi pensieri; razionalizza i tuoi pensieri, valuta diversi punti di vista valorizzando quelli più produttivi, concentratati sui tuoi desideri e sulle tue preferenze, attieniti ai fatti, aumenta la tua tolleranza e flessibilità di pensiero.
  6.  goditi le nuove percezioni ed emozioni!

Non interessa puntare l’attenzione sulle cause dell’emozione spiacevole, non è su quelle che si lavora, anche perché spesso è impossibile cambiarle, il lavoro è svolto sulle percezioni, le interpretazioni, sui pensieri, sulle conseguenze; razionalizzando i pensieri, facendo prevalere la logica, sforzandoti di produrre valutazioni oggettive.

Se ci si imbatte in qualcuno che è stato colpito da una freccia, non si perde tempo a domandarsi da dove sia arrivata la freccia o a quale casta appartenga l’individuo che l’ha tirata, né ad analizzare il legno di cui è fatta o la struttura della punta, ma ci si concentra subito sul come estrarla

Sakyamuni, il Buddha

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Oroscopo del 2010

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Inizio anno. Tempo di bilanci, obiettivi, previsioni, oroscopi.

Così anche io ho deciso di scrivere il tuo oroscopo.

Cosa posso prevedere del tuo futuro? Molto.

image Anche se spesso hai l’impressione di navigare in un maelstrom, di venir sospinto a destra e a manca dalle correnti, di reagire istintivamente ad un intreccio di eventi probabili e casuali, qualunque sia il tuo segno zodiacale:

  • se hai fissato un obiettivo
  • se veramente hai deciso di conquistarlo
  • se ti sei assunto la responsabilità di raggiungerlo
  • se sarai disposto a non lasciarti abbattere dagli insuccessi e dagli eventi che si frappongono ad esso
  • Se sai perché desideri raggiungerlo
  • Se sei pronto a cambiare strategia quando quella scelta non funziona
  • Se i “dovrei”, gli “spero”, i “vorrei”, i “quando ci saranno i presupposti”, i “quando sarò pronto” lasceranno il posto ai “devo”, alla certezza, ai “voglio”, anche se non ci sono i presupposti, anche se non sei pronto 
  • Se riesci ora a pregustare il piacere della meta che verrà raggiunta in futuro
  • Se hai deciso di agire e non di reagire
  • Se hai deciso di sfruttare la consapevolezza del tuo futuro per agire nel presente e la consapevolezza del presente per realizzare il tuo futuro
  • Se hai formulato un piano, agisci secondo il piano e verifichi costantemente la tua strategia

Se veramente sarai disciplinato nel fare tutto questo, il tuo oroscopo per il 2010 l’hai già scritto tu stesso, perché il tuo futuro sarà tornato nelle tue mani, perché piuttosto che attenderlo, il futuro lo costruirai tu stesso, giorno dopo giorno.

Buon 2010!