Far crescere la motivazione

Come si fa a motivare?

Inquadra ciò che deve essere fatto in un contesto più ampio

Provo a spiegartelo con una citazione:

“Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse.
“Spacco pietre” rispose il primo.
“Mi guadagno da vivere” rispose il secondo.
“Partecipo alla costruzione di una cattedrale” disse il terzo”
Peter Schultz (inventore delle fibre ottiche)

Ho reso l’idea?

Rendi partecipe delle decisioni

Imposta i principi di base, disegna un quadro di riferimento e fai decidere chi opera su tutto il resto.
Chi opera, se motivato dal fine “alto” dato dal contesto più ampio, sa meglio di chiunque altro cosa è bene fare.
Non riuscirai mai veramente a imporre niente a nessuno. L’unica cosa che puoi fare è creare le condizioni affinché gli altri abbiamo dei buoni motivi per agire. Un ottimo motivo è far sì che le persone contribuiscano alle decisioni sugli obiettivi e su come raggiungerli.

Cosa ci guadagno?

Rendi espliciti i vantaggi sepecifici per chi deve agire. Inquadrando l’azione in un contesto più ampio chi deve agire si sentirà parte di un progetto utile per una comunità o addirittura per il mondo intero! Cosa ci può essere di più gratificante?
Oltre a ciò chiediti quali sono i benefici particolari e personali per chi dovrà operare. Trova una relazione fra il compito e uno o più benefici personali e scoprirai delle ottime motivazioni da comunicare.
Credici e ispira fiducia
Steve Jobs raccontava che in molti dei suoi successi giovanili sono stati determinati dall’ingenuità: “Siccome non sapevo che non si poteva fare, mi sentivo in grado di farlo”. Anche in seguito ha sempre spronato i suoi (a volte andando anche oltrei i limiti)  a fare cose incredibili convincendo le persone che potevano realizzare cose che tutti avrebbero ritenuto impossibili.
Sii tu il primo a credere fermamente nelle capacità e nelle possibilità dei tuoi collaboratori, regala fiducia e, nella maggior parte dei casi, ne sarai ripagato.
“Le persone non sono pigre, hanno semplicemente obiettivi poco stimolanti” Anthony Robbins
Agisci subito!
Per motivare:
 – Inquadra il compito in un contesto più ampio
 – Fai partecipare alle decisioni chi ne è coinvolto
 – Rendi chiari i vantaggi specifici e personali
 – Credi nelle tue persone e ispira loro fidicia e trasmetti la tua fiducia nei loro confronti stimolandoli a ottenere risultati straordinari
Convincere e Motivare Convincere e Motivare
Scienza e tecnica della persuasione
Agostino La Bella, Alessandra La Bella

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Fermarsi per muoversi in fretta

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Copyright (c) 123RF Stock Photos

Una pausa. Ogni tanto conviene prendersi una pausa per riflettere.

A volte ne senti proprio il bisogno, altre volte ne hai bisogno ma non lo senti.

Conviene fermarsi e ricaricarsi. Fare il punto della situazione. Recuperare i sogni, le aspirazioni, se stessi.

Pianifica sulla tua agenda mezz’ora al mese per tracciare la rotta e verificare il tuo percorso.  Per rientrare in contatto con te stesso.

Avere consapevolezza

Sei soddisfatto di ciò stai facendo per te e per gli altri? Corrisponde alle tue aspirazioni? E’ quello che vuoi veramente?

Se sei soddisfatto di ciò che sei e ciò che fai è perché sai o senti che tutto ciò è connesso con uno scopo più grande, sai o senti che ti fa crescere, migliora te, le persone a te vicine e forse, se ci pensi bene, più o meno direttamente migliora l’intera umanità.

Conoscere le tue aspirazioni 

Cosa vorresti fare di diverso? Che riflessi avrebbe su te e sugli altri? E’ quello che vuoi veramente?

Cos’è che ti incuriosisce, ti appassiona, ti emoziona, cosa sprigiona il fuoco in te, cosa ti dà  quella sottile eccitazione, quell’iniezione di adrenalina che ti fa sentire vivo?

In quale contesto, rispetto a cosa, con quali persone, rispetto a quali argomenti provi queste sensazioni e ti senti più a tuo agio.

In che modo ti fa crescere, migliora te e le persone vicino a te, l’intera umanità?

Pianificare l’azione 

In che modo puoi integrare l’ambito delle tue aspirazioni, la tua essenza con il contesto attuale?

In che modo puoi trasferirti in contesti diversi in cui puoi meglio integrare le tue aspirazioni e la tua essenza.

Di quali conoscenze hai bisogno? Di quali risorse tecniche, saperi? Di chi hai bisogno? Chi può aiutarti, consigliarti, indirizzarti, appoggiarti? Quali risorse economiche ti occorrono? Di quanto tempo presumi di aver bisogno?

Quali comode (e noiose) abitudini dovrai combattere? Quali nuove vie dovrai battere, sperimentare?

Ecco ora un passaggio spesso trascurato nei processi di cambiamento:

Come preserverai gli affetti, come li integrerai nel contesto verso cui ti stai indirizzando? Come ti porterai appresso le persone importanti? Quali saranno i loro benefici?

Per cambiare risultato devi agire diversamente, per agire diversamente devi far emergere l’altro te, quello ideale

Agire

Agire significa fare, mettere in pratica, trasformare il pensiero in azione, anche quando pensi di non essere pronto.

Sei pronto? No, non lo sarai mai. Agirai? Sì lo farai!

Perseverare

Quando sei partito, mantieni la rotta, senza distrarti e farti deviare dalle prime inevitabili difficoltà, è il momento più difficile, tieni duro ma sii flessibile; la meta è ferma la via può mutare.

Sarà facile? No, non lo sarà. Dovresti rinunciare? Sarai tentato, ma resisterai.

Su cosa farai leva per resistere? Suoi tuoi talenti, le tue capacità, suoi tuoi valori.

Pianifica

Adesso pianifica:

Cosa farai?

Come lo farai?

Come lo vivrai?

Come  lo vivranno gli altri?

Come resisterai?

Come supererai gli ostacoli?

Come ti sentirai nel raggiungere il  scopo?

Cosa proverai alla fine?

Adesso fermati e guarda indietro.

Come sei cambiato? Cosa sai fare adesso? Chi sei?

Diario di crescita

La curiosità e la conoscenza sono gli unici antidoti ai pregiudizi e alle convinzioni. Ti spingono ad agire anziché reagire, a cambiare anziché perseverare nelle comode quanto aride abitudini.

 A questo serve un diario di crescita.

 

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Compendio di miglioramento e sviluppo personale

Zen

  • Tratti gli altri con giustizia e imparzialità
  • La mancanza di rispetto o i giudizi ingiusti nei tuoi confronti si ripercuotono su chi le emette non su di te
  • Conosci te stesso le tue passioni e i tuoi valori
  • Se non piaci a qualcuno può dispiacertene ma non intacca il tuo valore e la tua percezione del tuo valore…
  • se hai obiettivi realistici non c’è nessun motivo per cui potresti non ottenerli
  • Sei consapevole di poter migliorare, nonostante ciò accetti e valorizzi ciò che sei oggi
  • Hai diritto di sbagliare per imparare
  • La tua felicità e la tua realizzazione sono scopi nobili se ottenuti con mezzi onesti
  • Coltivi e mantieni l’abitudine di espandere le tue conoscenze e imparare
  • Accetti le tue mancanze anche se non le approvi
  • Le tue debolezze non ti rappresentano e non ti definiscono
  • La tua realizzazione dipende da te, ne sei responsabile
  • La tua felicità dipende da te ne sei responsabile
  • Il tuo comportamento con gli altri dipende da te ne sei responsabile
  • La presa di coscienza della tua responsabilità ti dà potere, se dipendesse  dagli altri potresti farci poco o niente, ma dipende da te, il cambiamento è sotto il tuo dominio.
  • Non attendi nessuno che ti corregga, sorregga, redima, scelga, agisca per te
  • Se vuoi raggiungere un obiettivo devi avere un piano e devi metterlo in atto, verificare i progressi e avere una strategia flessibile;  la cambierai ogni volta che non funziona, perseverai e ti rialzerai dopo ogni fallimento
  • Sei onesto e affidabile,  dici quel che farai e fai quello che dici
  • Ami gli altri

Post ispirato da “I Sei Pilastri dell’Autostima” di Nathaniel Branden

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Risolvere un problema in breve tempo

Ecco un metodo semplice e veloce per risolvere una situazione difficile.

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Come prima cosa definisci il problema. Descrivilo in modo sintetico ma completo e con esempi specifici. Prendi appunti.

Ok. Adesso si passa alla fase due.

Come dovrebbe essere la situazione ideale?

Se il problema fosse risolto cosa accadrebbe? Immagina in ogni dettaglio la situazione come vorresti che fosse. In questo momento non devi pensare agli ostacoli, lo so che ti viene naturale, stai tranquillo, potrai farlo fra pochissimo,  ma adesso concentrati sulla soluzione ideale. Descrivila sinteticamente ma con immagini ed esempi specifici. Prendi appunti.

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Fase tre. Ecco il momento di individuare gli ostacoli che si frappongono fra la situazione reale e quella ideale. In questa fase di solito non c’è bisogno di aiuto, siamo bravissimi in questa fase! Indovina cosa devi fare. Sì, hai indovinato, prendi appunti!

Fase quattro. Adesso analizza gli ostacoli. Da cosa derivano? Da chi dipendono?

Suddividili in tre categorie:

  • il contesto,
  • gli altri
  • te (eh sì, proprio te, davvero pensavi di non avere responsabilità nel problema?)

Tu cosa puoi fare qualcosa per migliorare la situazione rispetto al contesto?

Sempre tu come puoi migliorare la situazione rispetto agli altri?

Ti renderai conto che puoi fare molto in entrambi i casi.

Adesso scrivi in dettaglio e in modo specifico quali sono le azioni da compiere per passare dalla situazione reale a quella ideale e indica i termini entro i quali ti impegni a compierle.

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Agisci subito

  • definisci il problema
  • definisci la situazione ideale
  • individua gli ostacoli che si frappongono fra il problema e la situazione ideale suddividendoli in tre categorie: contesto, gli altri, te
  • definisci le azioni che compirai rispetto al contesto e agli altri e il termine entro il quale le realizzerai

Risorse utili:

Problem Solving Strategico da Tasca
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L’arte di trovare soluzioni a problemi irrisolvibili
Giorgio Nardone
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Il Foglio Elettronico come Strumento per il Problem Solving + CD Rom
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Metodi e modelli per le organizzazioni
Roberto Chiappi
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PNL per il Problem Solving
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Come trovare soluzioni usando la Programmazione Neuro-Linguistica
Sid Jacobson
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Quanto vali?

Sei felice?

Ora. proprio ora, mentre stai leggendo queste righe sei soddisfatto della tua vita, del tuo lavoro, di te stesso?

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Probabilmente c’è almeno un’area della tua vita in cui non ti senti particolarmente soddisfatto. Tutti soffriamo, chi più chi meno, periodicamente, di questo senso di mancanza di appagamento. Tutti.

Anche coloro che sembrano baciati dal successo.

Perché?

Principalmente per due motivi:

1) obiettivi irrealistici, ambizioni eccessive

2) concentrazione dell’attenzione sui difetti, sulle mancanze, sugli insuccessi

Cosa vuoi? A cosa miri? Con cosa confronti le tue prestazioni? Dove vorresti arrivare?

L’ambizione è sana. Ma lo è anche il senso del reale. Ambire è appropriato, pretendere no.

Se pretendi di svolgere la tua attività professionale nell’ambiente di lavoro  perfetto è probabile che non ti sentirai mai completamente realizzato. Se in un mese vuoi diventare l’amministrazione delegato della società per cui lavori e adesso sei un “semplice” impiegato le probabilità di sentirti frustrato saranno assai elevate. Se ti aspetti la perfezione soffrirai costantemente, perché, si sa, non è di questo mondo. L’eccellenza, seppur rara, lo è, la perfezione no.

Ma il risvolto più rasserenante della storia è che gli altri non la pretendono, i tuoi capi, i tuoi familiari, i tuoi amici non se l’aspettano. Probabilmente sei già abbastanza capace, dotato, meritevole per loro. La tua prestazione va già bene, ma la tua attenzione è rivolta a quello che avresti potuto fare di più e  meglio o a ciò che avresti potuto fare e non hai fatto; verso al poco che manca invece che al molto che c’è.

Sei stato abituato a pensare così. L’educazione dei genitori, la scuola spesso sottolineano le mancanze.

Quando ricevi complimenti tendi a sminuire l’importanza di ciò che hai fatto? Beh, soffri della sindrome dell’auto svalutazione.

Non ti preoccupare, sei in buona compagnia e si può migliorare! Come?

Continua a leggere e lo saprai.

Indirizza intenzionalmente l’attenzione verso i tuoi talenti, le tue doti. Quando devi affrontare un compito importante e sei in ansia, concentra l’attenzione verso l’impegno che hai profuso nel prepararti, verso esperienze precedenti di successo, verso ciò che sai di sapere.

Esercitandoti a notare i tuoi successi ti renderai finalmente conto di quanto vali.

Quali sono stati i tuoi più grandi successi? In quale aree stai primeggiando e in quali stai ottenendo dei buoni risultati?

Più sposti l’attenzione verso i tuoi successi, più la distogli dai fallimenti.

Questo non significa ignorare gli errori o illudersi, significa imparare a valutarsi obiettivamente spostando intenzionalmente e consapevolmente lo sguardo dalle mancanze, cui fino ad oggi hai dedicato troppa attenzione, verso i tuoi successi, che hai trascurato.

Ecco cosa devi fare nelle prossime due settimane:

  1. verifica i tuoi obiettivi: sono realistici?
  2. verifica le tue ambizioni: sono adeguate
  3. concentra l’attenzione sui tuoi successi attuali e passati
  4. usali come riferimento e sostegno per le tue azioni future

 

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Per una vita piena di significato e di valore
Gerd Achenbach
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Ottenere risultati con altri (colleghi, figli)

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Come puoi fare in modo che gli altri agiscano come desideri in vista di un obiettivo comune e che gli altri siano felici di farlo?

Che si tratti di collaboratori da indirizzare verso gli obiettivi aziendali o di figli da educare il problema di convincere l’altro ad agire per il raggiungimento di un determinato scopo è un problema non da poco.

Certo, puoi chiedere, o puoi pretendere. Probabilmente ti capiterà di fare prima l’una poi l’altra cosa. Ma questo non ti garantisce che l’altro segua le tue indicazioni.

A volte l’altro può rifiutarsi di agire come richiesto. Più spesso non opporrà un netto rifiuto ma piuttosto dissimulerà, rinviando, accampando scuse, facendo qualcosa ma non tutto. E la dissimulazione disarma. Di fronte a un rifiuto puoi ribattere. Di fronte alla dissimulazione sei senza difese.

Cosa fare?

Per prima cosa occorre portare l’altro dalla tua parte. Se non vuole fare qualcosa è perché non percepisce il beneficio che ne trae, o lo svantaggio che evita. Spesso, non sempre, un reale beneficio per il tuo interlocutore esiste.

Quale è il vantaggio che l’altro trae dal comportamento o dal compito richiesto, cosa implicherebbe per lui comportarsi diversamente o non portare a termine il suo compito? 

La risposta a questa domanda fornisce argomentazioni da utilizzare per convincere l’altro ad agire come richiesto.

Secondo: Se non agisce come desideri chiediti se hai qualche responsabilità per il suo comportamento. Sei sicuro che l’altro abbia ben compreso cosa deve fare? Cosa ti aspetti esattamente da lui? In che tempi? Hai condiviso un sistema di misurazione del risultato? Come farete a sapere con certezza che il compito è stato portato a termine o che l’obiettivo è stato raggiunto. Avete fissato dei momenti intermedi di verifica?

Spesso si danno prescrizioni frettolose, senza prendersi il tempo necessario per spiegare in dettaglio cosa ci si aspetta, per quando lo si desidera e in base a quali criteri il lavoro sarà valutato.

Rispondi alle domande precedenti e avrai la certezza di evitare questi errori banali ma frequenti.

Terzo: hai coinvolto l’altro nella decisione relativa agli obiettivi, le modalità per ottenerli, i tempi entro i quali vanno raggiunti? Quanto l’hai reso partecipe, attenzione, non ho detto l’hai fatto sentire partecipe, ma l’hai realmente reso protagonista della definizione del compito e dell’obiettivo e delle modalità attraverso le quali raggiungerlo?

Più che pretendere conviene chiedere. Comunica i vincoli esterni, le scadenze, gli obiettivi aziendali o della famiglia, i regolamenti. Verifica che siano chiari e poi chiedi all’altro come pensa di dover agire per ottenere il risultato, in che tempi (naturalmente che siano compatibili con i vincoli indicati), quali strumenti intende utilizzare. Riprendi le domande del secondo punto e ponile al tuo interlocutore. Poi riprendi il primo punto e chiedigli quali siano i vantaggi per lui nel rispettare l’obiettivo. Focalizza l’attenzione su tali benefici e attiverai la sua motivazione.

Quando hai eseguito i tre passi formula un accordo esplicito. Riassumi quanto vi siete detti e chiedi se l’altro ha delle osservazioni. Se le ha, discutile, altrimenti chiedi il suo accordo esplicito: “Allora siamo d’accordo?”. La sua risposta affermativa lo vincolerà. Se è il caso puoi anche inviare una mail riassuntiva chiedendo una sua risposta di conferma.

Gli accordi espliciti e ben definiti sono la via più sicura per ottenere risultati dagli altri. Prova con i tuoi collaboratori, ma anche con i tuoi figli.

Quale è la tua esperienza? Ti è capitato di avere difficoltà ad ottenere qualcosa dai tuoi colleghi? E con i tuoi figli? Lascia un commento.

Prova a mettere in pratica quanto sopra e condividi la tua esperienza, rendimi partecipe lasciando un commento. Grazie.

Agisci subito

Per ottenere risultati con gli altri:

  • Punta sui benefici che traggono dal raggiungimento dello scopo comune. Rendi espliciti i vantaggi, esponili puntando sulle emozioni positive che puoi suscitare in loro. Dosa argomentazioni logiche e emozioni
  • Chiarisci in maniera cristallina gli obiettivi, le aspettative, come verranno misurati i progressi e il raggiungimento del risultato e i tempi attesi per farlo.
  • Fai che sia l’altro a decidere come giungere all’obiettivo, a descrivere il percorso, le modalità. Fai in modo che si senta parte del progetto, o meglio, rendilo concretamente coprotagonista del progetto.
  • Rendi tutto ciò parte di un accordo esplicito. L’accordo rende molto più facile ottenere l’impegno degli altri.

“Il lavoro di squadra è l’abilità di lavorare insieme verso una visione comune. L’abilità di dirigere ogni realizzazione individuale verso un’obiettivo organizzato. E’ il carburante che permette a persone comuni di ottenere risultati non comuni.” (anonimo)

Comunicare in Famiglia, Comunicare con gli Altri
Comunicare in Famiglia, Comunicare con gli Altri
Tu ed io, noi e loro
Luciano Sparatore
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100 Regole per Motivare gli Altri
100 Regole per Motivare gli Altri
Come riescono i grandi leader a ottenere risultati incredibili senza far impazzire i propri collaboratori
Steve Chandler, Scott Richardson
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Eventi e cause, pensieri e convinzioni, comportamenti ed emozioni

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Non sono i fatti a sconcertare gli esseri umani, ma i loro giudizi intorno ai fatti

Epitteto di Frigia – 50 D.C.

Più o meno la stessa cosa hanno affermato Marco Aurelio, Seneca, Confucio, Buddha, Lao Tze, …

In occidente e in oriente la conclusione è la stessa: “Cambia il tuo atteggiamento e potrai cambiare te stesso e il tuo mondo”

In tempi più recenti, all’inizio degli anni ‘60 del secolo scorso, Albert Ellis sviluppò nell’ambito della terapia cognitiva la terapia razionale emotiva.

Le nostre reazioni emotive dipendono dalla nostra visione del mondo.

Spesso si attribuisce la causa delle nostre emozioni a cause esterne:

  • Quella cosa mi fa arrabbiare
  • Non sopporto quel comportamento
  • Ricevere regali mi rende felice
  • L’aver perso il lavoro mi fa sentire un fallito

Se ci pensi bene, però, ti rendi conto che le persone non reagiscono allo stesso modo di fronte agli stessi eventi. Ciò che a me fa arrabbiare, può lasciare indifferente te, può essere perfino piacevole per qualcun altro.

Evidentemente fra gli eventi e la propria reazione ad essi si frappone un filtro,  indossiamo una sorta di occhiali le cui lenti ci forniscono una visione personale delle cose, una visione del mondo che è la mia ed è probabilmente diversa dalla tua e da quella di una terza persona.

Gli occhiali sono dotati di lenti difettose che deformano, filtrano, mascherano, selezionano la realtà.

Ecco i principali difetti delle lenti:

  • credenze: forniscono convinzioni e certezze sugli altri e sul mondo, valutazioni su cui “metteresti la mano sul fuoco” ma che non sono, o potrebbero non essere affatto vere;
  • generalizzazioni: portano a conclusioni generali basate su esperienze particolari (da piccolo dicevo che le lenticchie facevano venire la tosse perché la prima volta che le assaggiai me ne andò di traverso una e mi provocò un attacco di tosse 🙂 );
  • pensieri dicotomici (polarizzanti, estremi): in base ai quali inserisci le tue esperienze in categorie ben definite, stagne e opposte: un’esperienza è ritenuto buona o cattive, perfetta o disastrosa, un successo o un fallimento;
  • pensieri catastrofici: inducono a esagerare le conseguenze negative previste o attuali di un avvenimento;
  • selezioni: portano a considerare solo alcuni fatti trascurandone altri;

e ancora: eccessiva dipendenza dal giudizio altrui, indispensabilità (senza questo non riesco a vivere, o senza di me non riescono a vivere); perfezionismo (o lo faccio in maniera impeccabile o non lo faccio per niente),…

Sono solo alcuni esempi.

Come puoi intuire questi difetti si assomigliano, si influenzano e si alimentano gli uni con gli altri.

Per cambiare ciò che proviamo rispetto a ciò che ci capita dobbiamo cambiare …. gli occhiali che indossiamo.

Ma come fare? Purtroppo non puoi semplicemente andare dal tuo ottico di fiducia e rifare gli occhiali.

Ma puoi adottare la terapia razionale emotiva di Ellis.

Ecco tre passi che possono aiutarti a disfarti dei tuoi occhiali difettosi e ti consentiranno di costruirtene un altro paio più adeguati alle tue esigenze.

  1. per prima cosa devi riconoscere ed indentificare i difetti delle lenti, occorre che tu ne prenda piena consapevolezza;
  2. una volta che ne hai preso consapevolezza puoi mettere in discussione la  tua visione in quanto distorta dai difetti delle lenti;
  3. quindi sbarazzati delle lenti difettose e conquista un nuovo modo di vedere le cose

Fuor di metafora, mettiamo che tu voglia liberarti dell’ansia di parlare in pubblico.

Bene, primo passaggio: identifica la situazione ansiogena e annota i tuoi pensieri rispetto a quella situazione. Pensa per esempio alla prossima presentazione che terrai di fronte ai colleghi.

Inizia a fare caso ai pensieri che riempiono la tua testa quando pensi a quella situazione.

Potrai pensare:

  • “Quando devo presentare davanti a un pubblico mi dimentico sempre quello che voglio dire” (generalizzazione),
  • “Se non farò una presentazione perfetta mi precluderò la possibilità di far carriera” (pensiero dicotomico),
  • “La paura mi paralizzerà” (pensiero catastrofista)
  • “Tutti i bravi manager sono degli ottimi oratori in pubblico (credenza)

Ok. Hai annotato i pensieri e identificato le distorsioni che intrappolano i tuoi pensieri.

Non è importante che tipo di distorsione che hai identificato rispetto al tuo pensiero quanto il fatto che ti sia reso conto che è una distorto.

E’ giunto il momento di mettere in discussione e demolire le tue credenze.

Riesci a ricordare almeno un episodio in cui hai fatto una presentazione in pubblico e non ti sei dimenticato quello che dovevi dire?

Questa convinzione ti aiuterà a ricordare meglio ciò che devi dire?

Cosa accadrebbe veramente se non farai una presentazione perfetta?

E se la facessi quasi perfetta?

Quali dati oggettivi hai per affermare che una presentazione imperfetta preclude la tua carriera?

Se una persona che sta per parlare in pubblico ti dicesse che la paura lo paralizzerà che cosa gli diresti? Come gli dimostreresti che la paura non paralizza completamente una persona? E’ davvero così forte e potente la tua paura?

Conosci qualche bravo manager che non è un ottimo oratore? Quali dati supportano la tua affermazione rispetto alla capacità oratoria dei manager?

E adesso l’ultimo passo. Come potresti interpretare più realisticamente e produttivamente la situazione?  Concentrati sui tuoi desideri e sulle tue preferenze, sugli effetti desiderati invece che sulle cause dei tuoi pensieri.

Cosa potresti fare per aiutarti a ricordare quello che devi dire? Preparare una traccia scritta, aiutarti con una presentazione Power Point,..

Quali qualità hai che ti consentono di far carriera indipendentemente dalla qualità della tua presentazione?

Come potresti rafforzare la tua sicurezza rispetto alla presentazione? Provare bene la parte, ripetere la presentazione davanti a qualcuno,  visualizzare più me stesso che presento con sicurezza di fronte ai colleghi.

Quali sono le caratteristiche dei bravi manager oltre alla capacità di parlare in pubblico?

Cosa potrai imparare dall’esperienza, indipendentemente dal risultato?

Come sarà la tua presentazione se ti preparerai adeguatamente, se preparerai una scaletta, proverai davanti ai tuoi colleghi, visualizzerai te stesso presentare con successo, rifletterai sulle qualità che fanno di te un bravo manager?

E come ti sentirai quando ti sarai preparato in questo modo? E quando avrai terminato la presentazione, indipendentemente dal risultato?

Cosa pensi adesso della presentazione che dovrai fare? Quali sono i pensieri alternativi, più utili e più produttivi che hai sviluppato?

Scommetto che dopo questo esercizio la tua percezione dell’evento sarà radicalmente cambiata, così come le emozioni ad esso associate.

Non è la situazione ha procurarti emozioni spiacevoli, ma il modo in cui tu pensi a quella situazione.

 

Agisci subito!

  1. Individua il fatto rispetto al quale provi emozioni non piacevoli
  2. Annota i pensieri che popolano la tua mente quando pensi a quel fatto
  3. quali sono le emozioni e i comportamenti che conseguono dai quei pensieri?
  4. metti in discussione quei pensieri riconoscendone le distorsioni, la loro natura irrazionale, i processi di selezione, generalizzazione,  pessimismo ingiustificato, eccessiva polarizzazione (leggi sopra per una descrizione di questi concetti); perché tali pensieri possono non essere necessariamente veri o addirittura essere irrealistici?
  5. sulla base dei risultati ottenuti dal punto precedente riordina le tue percezioni e riorganizza in maniera produttiva i tuoi pensieri; razionalizza i tuoi pensieri, valuta diversi punti di vista valorizzando quelli più produttivi, concentratati sui tuoi desideri e sulle tue preferenze, attieniti ai fatti, aumenta la tua tolleranza e flessibilità di pensiero.
  6.  goditi le nuove percezioni ed emozioni!

Non interessa puntare l’attenzione sulle cause dell’emozione spiacevole, non è su quelle che si lavora, anche perché spesso è impossibile cambiarle, il lavoro è svolto sulle percezioni, le interpretazioni, sui pensieri, sulle conseguenze; razionalizzando i pensieri, facendo prevalere la logica, sforzandoti di produrre valutazioni oggettive.

Se ci si imbatte in qualcuno che è stato colpito da una freccia, non si perde tempo a domandarsi da dove sia arrivata la freccia o a quale casta appartenga l’individuo che l’ha tirata, né ad analizzare il legno di cui è fatta o la struttura della punta, ma ci si concentra subito sul come estrarla

Sakyamuni, il Buddha

Guida Pratica alla Terapia Cognitiva Guida Pratica alla Terapia Cognitiva

Dean Schuyler

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La Nuova Psicoterapia Cognitiva La Nuova Psicoterapia Cognitiva
Dalla diagnosi di profondità alla terapia causale
Antonino Tamburello

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L'Autoterapia Razionale Emotiva L’Autoterapia Razionale Emotiva
Come pensare in modo psicologicamente efficace
Albert Ellis

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Ragione ed Emozione in Psicoterapia Ragione ed Emozione in Psicoterapia

Albert Ellis

Dimmi di più

Oroscopo del 2010

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Inizio anno. Tempo di bilanci, obiettivi, previsioni, oroscopi.

Così anche io ho deciso di scrivere il tuo oroscopo.

Cosa posso prevedere del tuo futuro? Molto.

image Anche se spesso hai l’impressione di navigare in un maelstrom, di venir sospinto a destra e a manca dalle correnti, di reagire istintivamente ad un intreccio di eventi probabili e casuali, qualunque sia il tuo segno zodiacale:

  • se hai fissato un obiettivo
  • se veramente hai deciso di conquistarlo
  • se ti sei assunto la responsabilità di raggiungerlo
  • se sarai disposto a non lasciarti abbattere dagli insuccessi e dagli eventi che si frappongono ad esso
  • Se sai perché desideri raggiungerlo
  • Se sei pronto a cambiare strategia quando quella scelta non funziona
  • Se i “dovrei”, gli “spero”, i “vorrei”, i “quando ci saranno i presupposti”, i “quando sarò pronto” lasceranno il posto ai “devo”, alla certezza, ai “voglio”, anche se non ci sono i presupposti, anche se non sei pronto 
  • Se riesci ora a pregustare il piacere della meta che verrà raggiunta in futuro
  • Se hai deciso di agire e non di reagire
  • Se hai deciso di sfruttare la consapevolezza del tuo futuro per agire nel presente e la consapevolezza del presente per realizzare il tuo futuro
  • Se hai formulato un piano, agisci secondo il piano e verifichi costantemente la tua strategia

Se veramente sarai disciplinato nel fare tutto questo, il tuo oroscopo per il 2010 l’hai già scritto tu stesso, perché il tuo futuro sarà tornato nelle tue mani, perché piuttosto che attenderlo, il futuro lo costruirai tu stesso, giorno dopo giorno.

Buon 2010!

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CINQUE strategie per cambiare

 

(se hai fretta clicca qui)

 

AL termine di questo articolo avrai a disposizione CINQUE strategie per cambiare i tuoi comportamenti.

Lo so, cambiare non è facile, ci hai provato e poi sei ricaduto nelle solite abitudini!

Ma non è neanche così difficile come sembra.

Ci sono strategie valide per cambiare in modo persistente?

Ecco CINQUE strategie che possono aiutarti.

Devi utilizzarle tutte quante?

Comincia da quelle che ti convincono di più e poi integrale tutte quante.

Ti accorgerai che non sono isolate ma che si rafforzano l’un l’altra, che costituiscono un unico sistema integrato in cui una strategia aiuta ed è aiutata dall’altra.

Sei pronto?

Allora iniziamo:

Strategia 1 – Sostituzione

Sostituisci l’abitudine che vuoi cambiare con una che per te è desiderabile.

La nuova abitudine deve essere almeno altrettanto piacevole di quella che vuoi sostituire e naturalmente deve essere più accettabile. 

Se provi a cambiare semplicemente rinunciando a qualcosa non avrai successo.  Fuggire da qualcosa è più difficile se non hai qualcos’altro verso cui andare.

Le abitudini  nascono con uno scopo. Hanno una loro funzione anche quando portano con loro un potenziale autodistruttivo.  Rifletti sui benefici che trai da un certo comportamento e trova qualcosa che ti dia gli stessi benefici ma senza il potenziale distruttivo e le controindicazioni della vecchia abitudine.

Strategia 2 – Gradualità

Non pretendere di cambiare di punto in bianco.

A volte funziona, spesso no.

Adotta un approccio graduale. Ogni giorno un po’ di più di quello che desideri e un po’ di meno di quello che non vuoi.

Se vuoi partecipare alla maratona di New York non inizi a correre per 42 chilometri dal primo giorno.  Parti con un allenamento graduale e costante.

Fai lo stesso con le nuove abitudini. Butta giù un programma di allenamento serio e rimani incollato a quel piano.

Strategia 3 – Ispirazione

Ok, bello, fare un piano e rimanerci fedeli. Ma il punto è proprio questo: come faccio a perseverare sulla nuova strada?

Chiudi gli occhi e pensa a tutti, proprio tutti, i benefici che trarrai dalla nuova abitudine. Scrivili. Descrivili in tutti i loro particolari. Pensa ai benefici diretti e indiretti.

Pensa a tutti gli aspetti negativi della vecchia abitudine e scrivi anche quelli. Pensa “cosa accadrà se continuo così?”, “e quali saranno le conseguenze?”, “e le conseguenze delle conseguenze”…..

Trova tutti i motivi per allontanarti dalle cattive abitudini e per sostituirle con le nuove. Tornaci su quando stai per cedere.

 Strategia 4 – Ripetizione

Un’abitudine si cementa ripetendo un comportamento. L’abitudine non è altro che un comportamento ripetuto. 

Più agisci in un certo modo e più disimpari il vecchio comportamento e condizioni il nuovo.

Combina l’azione con il pensiero dei benefici che ne trarrai.

Azione ripetuta + emozione = abitudine

E’ il modello della pubblicità. E se le aziende spendono milioni per condizionare i comportamenti dei consumatori vuol dire che funziona!

Ti dirò di più. Non è neanche necessario che tu agisca realmente. Quando non puoi o non riesci a farlo puoi semplicemente immaginare di agire in un certo modo.

L’immaginazione combinata con l’emozione crea comunque il condizionamento.

Fallo, falla ancora e fallo di nuovo finché il comportamento diverrà automatico come guidare, andare in biciletta, percorrere la strada per casa. Non avrai più bisogno di pensarci. Lo farai e basta.

 Strategia 5 – Esperienza

Impara dall’errore. Cosa ti ha indotto a ricadere nella vecchia abitudine? Come puoi evitarlo nel futuro? Fai tesoro dell’esperienza.  Sfrutta a tuo vantaggio ogni evento.

Strategia 6 – Celebrazione

Festeggia ogni successo, piccolo o grande che sia.

Se riesci ad perseverare, festeggia.

Ogni volta che adotti la nuova abitudine festeggia.

Ogni volta che resisti alla vecchia abitudine festeggia due volte!

Premiati, congratulati con te stesso. Così facendo rinforzerai il comportamento virtuoso.

Agisci subito

  • Sostituisci l’abitudine che vuoi eliminare con una nuova che ti dia lo stesso genere di benefici
  • Cambia gradualmente il tuo comportamento evitando salti bruschi che rischiano di illudere le tue aspettative
  • Lasciati ispirare dall’anticipazione dei benefici che trarrai quando avrai eliminato la tua vecchia abitudine. Prefigurati vantaggi del successo. Assapora il tuo orgoglio e la stima in te stesso per aver saputo cambiare il tuo temperamento
  • Continua a ripetere e perseverare nel tuo comportamento virtuoso. Fallo mentre godi dell’emozione di cambiare, di raggiungere l’obiettivo
  • Fai tesoro dell’esperienza positiva così come di quella negativa. Sfrutta le ricadute per imparare a migliorare.
  • Celebra i risultati positivi. Rinforza i tuoi successi con delle piccole ricompense.

 

Ricorda:

La più grande scoperta di ogni generazione è che l’essere umano può cambiare radicalmente la sua vita, mutando l’atteggiamento – William James 

Ognuno diventa, a volte senza accorgersene, il sé che decide di essere – anonimo

Se vuoi cambiare non perdere l’occasione unica di partecipare al seminario di Anthony Robbins a settembre 2009 in Italia!

ANTHONY ROBBINS LIVE A ROMA!

GUARDA LE FOTO E I VIDEO DELL’EVENTO E LASCIA IL TUO COMMENTO!

MESSAGGIO IMPORTANTE

Ultimi giorni, ultimi posti per l’ultimo seminario di Anrhony Robbins in Italia!

Iscriviti subito!




Arriva Anthony Robbins… prepariamoci con gli Hi-Tours!

Aspettando l’arrivo in Italia di Anthony Robbins, il formatore numero 1 al mondo (Roma,25-28 settembre 2009), Hi-Performance, produttore europeo dell’edizione 2009 di Sprigiona il potere che è in te, arriva direttamente a casa tua.

2 incontri live, per confrontarsi con i più noti Trainer italiani (Roberto Re, Miranda Sorgente, Michele Tribuzio, Daniele Bogiatto) sul palco insieme per la prima volta .

 
 
 

 

Prossima data dell’Hi-Tour: Milano, 9 maggio 2009

Un’opportunità da non perdere per:

– ‘Prepararsi’ al meglio al corso di Tony e condividere con gli altri partecipanti interessi comuni – per chi è già iscritto

 Conoscere più da vicino la formazione personale ed iniziare a ‘toccarne con mano’ i benefici – per chi sta ‘muovendo i primi passi’ in questo ‘mondo’

 

Scopri come partecipare visitando il sito www.hiperformance.it o chiamando allo 06.36005152.

Ti aspettiamo!

 

 

Viaggio alla scoperta delle EMOZIONI

Viaggio alla scoperta delle EMOZIONI 

Quanto sono importanti le emozioni per te?

Riesci a sfruttarle in modo produttivo o sono loro a sfruttare te?

Sai riconoscere le informazioni che veicolano o ti confondono le idee?

Le emozioni sono importanti e tu sei importante, per questo ho deciso di regalarti l’e-book “Alla scoperta delle emozioni”

Si tratta della raccolta di tutto quello che ho scritto sulle emozioni nella mia rubrica del circuito Più che Puoi.

Ecco il link per assicurarti la tua copia

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Viaggio alla scoperta delle EMOZIONI

15/11/2008 sabato – Soffri di invidia? Non ti invidio!

Trovi l’articolo nella mia rubrica sulle Emozioni http://emozioni.piuchepuoi.it/30/invidia/

Buona lettura!

Dire “no” ti fa soffrire, dire “sì” ancora di più

 
Dire di no ti fa soffrire. E’ vero.
 
Ma dire sempre sì ti farà soffrire ancora di più. In fondo, in fondo lo sai. Ma il timore di deludere, del giudizio negativo dell’altro e la sofferenza che proviamo quando siamo rifiutati, quando veniamo delusi è più forte e viene rafforzato dal piacere di compiacere, lusingare, accontentare.
 
E’ così, ammettilo. La tua esperienza ti dice che non sei bravo ad applicare la matematica attuariale ai tuoi sentimenti. Sopravvaluti le sofferenze e i piaceri immediati e sottovaluti il flusso di piaceri e sofferenze che proverai in futuro. E’ un difetto di progettazione dell’uomo.
 
Correggere quest’errore richiede esperienza e pratica. E ancora pratica, pratica, pratica.
 
Se pensi che dire di no sia maleducato, che possa creare conflitto, che ti faccia giudicare incapace di gestire le tue attività, quando ti viene fatta una richiesta alla quale sai che dovresti dire di no probabilmente confezionerai lì per lì una risposta evasiva, accamperai un po’ di scuse per giustificarti ma non riuscirai a pronunciare un chiaro e netto “no”.
 
Risultato?
 
Tu penserai di aver negato la tua disponibilità. Il tuo interlocutore si aspetterà che nonostante tutto alla fine esaudirai la sua richiesta. Quindi: malintesi, risentimento, conflitto. Proprio quello che volevi evitare.
 
Situazione tipo:
 
Stai facendo un lavoro impegnativo per un cliente. Promessa di consegna: entro questa sera.
 
Arriva la mail del capo:
 
“Per favore dottor Rossi, prima di uscire mi estragga i dati di vendita dell’ultimo trimestre divisi per distretto, escludendo i venditori Giuliani e Trinchetti. Il report mi serve per la riunione di domani mattina ore 9.00. Grazie”
 
Cosa fare? Dire di no al capo? Non mantenere la promessa fatta al cliente?
 
In fondo è solo un cliente dei tanti. La mancata promessa non ha un riflesso diretto e immediato sullo stipendio. Il giudizio del capo potrebbe averlo.
 
Ecco le diverse strategie che potresti adottare:
 
  1. dire di no al capo e soddisfare il cliente
  2. dire al capo che farai il possibile per soddisfare le sua richiesta, mettendoti il cuore in pace se non riuscirai a soddisfarla
  3. dire al cliente che forse il lavoro arriverà un po’ ritardo, mettendoti il cuore in pace pur sapendo che arriverà certamente in ritardo
  4. dire di sì al capo e non soddisfare il cliente
  5. dire di sì a tutti cercare di fare tutto in qualche modo.
 
La 2, la 3, la 4 o la 5 sono quelle che più probabilmente metterai in atto.
 
La 2 e 3 la creano false aspettative che non saranno soddisfatte. E tu lo sai fin dall’inizio!
 
La 4 genera un cliente insoddisfatto e alla lunga anche un capo e un “te” insoddisfatti.
 
La 1 genera un capo e alla lunga un “te” insoddisfatti.
 
La 5 lascia tutti insoddisfatti.
 
Allora, come ne esci?
 
La risposta può sembrare banale. Ma le cose banali non sono quelle che sanno tutti, ma quelle che tutti applicano. In base a questa definizione sto per dirti una cosa non banale.
 
Sii chiaro. Dì “no” e spiega perché, oppure cambia i termini della questione: dì “sì” ma non nei termini richiesti.
 
  1. Dì no
  2. Spiega i motivi per cui non puoi farlo
  3. Spiega perché è importante che tu non lo faccia
  4. Proponi delle alternative
  5. Conferma la tua disponibilità in altre circostanze
 
 
“Dottor Verdi, mi spiace ma non posso soddisfare la sua richiesta. Sto terminando questo lavoro per il cliente Giacometti. Come sa è uno dei nostri clienti più importanti. Ho preso l’impegno di consegnargli il lavoro entro questa sera. Per l’azienda e per me è importante mantenere fede alle promesse fatte e proprio per questo le dico già che non farei in tempo a produrre il rapporto con la precisione che merita. Potrebbe chiederlo al dottor Rossi, ho già verificato la sua disponibilità, oppure, se fosse possibile, potrebbe rimandare la riunione al pomeriggio. Naturalmente in questo caso può contare su di me così come nelle prossime occasioni.”
 
Agendo così guadagnerai proprio quello che temi di perdere dicendo di no: guadagnerai considerazione e rispetto.
 
Volendo accontentare tutti finisci per perdere di vista le cose veramente importanti, per calpestare i tuoi valori, farai un torto a te stesso.
 
Volendo accontentare tutti invece finisci per non accontentare nessuno. Come dice Roberto Re “sii disponibile con tutti, senza essere a disposizione di nessuno.” 
 
Riflettici su!
 
Agisci subito!
  
  • Impara a dire di no, quando è necessario
  • Segui i passi seguenti per farlo senza soffrire e guadagnando rispetto e considerazione:
    • Dì no
    • Spiega i motivi per cui non puoi farlo
    • Spiega perché è importante che tu non lo faccia
    • Proponi delle alternative
    • Conferma la tua disponibilità in altre circostanze

Ricorda:

“Col tono giusto si può dire tutto, col tono sbagliato nulla: l’unica difficoltà consiste nel trovare il tono.” – George Bernard Shaw

 “E’ un difetto comune degli uomini di dire più facilmente quello che credono che gli altri vogliano sentire piuttosto che attenersi alla verità” -Anonimo

 Dammi il tuo parere! Lo apprezzerò. Grazie.

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“Impara a dire di NO”

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Leggilo su http://emozioni,piuchepuoi.it

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Dire di no ti fa soffrire, dire di sì, ancora di più 

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Relazioni, relazioni, relazioni: com’è facile renderle difficili!

(Se hai fretta clicca qui )

“E’ colpa tua!”

“Mia? Se tu non avessi….”

“Io? Tu piuttosto, perché ti sei comportato così?”

Quante volte in una relazione ti è capitato di ritrovarti in un battibecco come questo?

E’ possibile migliorare le relazioni con gli altri e uscire in modo soddisfacente da una discussione?

Certamente! Ecco alcuni consigli.

Il punto cruciale e impegnativo da accettare e gestire è che in una discussione occorre andare oltre le parole. Occorre sforzarsi di comprendere l’altro, le sue emozioni, i suoi stati d’animo, le sue reali intenzioni. Occorre distinguere i fatti dai pregiudizi.

Facile? No. Ma provaci.

No presumere di sapere tutto, cerca di scoprire quali informazioni ha l’altro e che giustificano il suo atteggiamento.

Esprimi i tuoi sentimenti e invita l’altro a fare lo stesso. Se cerchi di nasconderli, rischi che emergano comunque in maniera inopportuna e non produttiva. Spiega all’altro l’effetto che hanno avuto le sue parole e i suoi comportamenti e invita l’altro a fare lo stesso.

Cerca di capire come quello che viene detto può mettere in discussione l’identità di ciascuno. Si trascura troppo spesso il fatto che le nostre parole mettono in discussione l’immagine che l’altro ha di se. Allo stesso modo ciò che ci fa più soffrire non sono tanto le parole in se quanto il fatto che queste mettono in crisi la nostra identità. Mi stai dicendo che non sono onesto, non sono in gamba, non sono giusto quando io penso di esserlo e voglio esserlo. Questo ci fa soffrire, ci fa arrabbiare, ci fa rispondere come non vorremmo. Non è così?

Forse accettare il fatto che non si è mai totalmente “buoni” o “cattivi”, “onesti” o “disonesti” ci farebbe accettare ciò che sta accadendo e comprendere di più le ragioni dell’altro. 

Accetta il fatto che probabilmente tutti e due avete ragione e ciò che dite è vero. Cerca di capire la sua ragione. Cerca di capire quali informazioni ti mancano per capire la sua ragione, cerca di capire la diversa percezione che l’altro ha di ciò che è avvenuto.

Dai all’altro tutte le informazioni perché lui arrivi  comprendere il tuo punto di vista. Cerca la complementarità della versione dell’altro invece della sua negazione.

Invece di spendere energie a dimostrare le colpe dell’altro ricerca e metti in luce il contributo di ciascuno al verificarsi della situazione. Cerca di ricostruire il gioco delle azioni e reazioni

Esiste un metodo molto efficace per raggiungere questo traguardo. Fare domande, anziché affermare.

Ma vediamo in concreto come strutturare il dialogo:

Di solito si fa l’errore di partire accusando e comunicando il nostro punto di vista.

Per sviluppare un dialogo produttivo conviene partire cercando di inquadrarlo come farebbe un osservatore esterno estraneo alla discussione.

“Sembra che la vediamo in modo diverso, tu ritieni che… mentre io penso …..”

Non c’è accusa, non c’è giudizio, l’altro si sente compreso, non ha ragioni per chiudersi e mettersi sulla difensiva, anzi, al contrario, si predispone ad aprirsi.

Prosegui poi ricercando le motivazioni che portano entrambi ad avere punti di vista differenti.

“Io penso questo perché….. probabilmente tu avrai delle informazioni diverse, ti va di dirmele?”

Aiuta l’altro a capirti e chiedi di aiutarti a capire ampliando le informazioni a disposizione che magari si danno per scontate o che si ritengono irrilevanti.

Passa poi a parlare degli effetti e delle intenzioni di ciascuno

Quello che è successo mi ha creato queste difficoltà, immagino che non fosse tua intenzione che questo avvenisse, mi interessa conoscere il tuo punto di vista a riguardo”

Non dare per scontato che l’altro conosca le conseguenze del suo comportamento e nello stesso tempo sii curioso delle motivazioni del suo comportamento.

“Mi rendo conto che entrambi abbiamo contribuito a questa situazione, l’abbiamo fatto facendo …., dicendo…….” 

“….e questo mi ha fatto sentire ….e probabilmente tu ti sentirai….. è così? ”

Analizza come questi sentimenti mettono in discussione l’auto-immagine di ciascuno.

“Proviamo a vedere quali sono i nostri scopi e come raggiungerli”

Nel farlo tieni conto delle preoccupazioni e degli interessi di entrambi e quindi escogitare insieme le vie di soluzioni possibili.

Come vedi molto di quanto descritto parte da te. Ti chiederai, ma devo fare tutto io? Oppure, ma perché il primo passo dovrei farlo io?

Beh perché tu tu leggi IoManager e quindi sei interessato a migliorare te stesso 😉 .  Fai in modo che anche il tuo “avversario” divenga un frequentatore di IoManager e magari non dovrai più fare tutto te.

Naturalmente il conflitto può avvenire in tutte le relazioni, ma nelle relazioni di coppia la discussione assume un importanza particolare ed è particolarmente difficile da risolvere. Perché. Perché oltre alle consuete difficoltà relazionali nelle discussioni di coppia entra in gioco anche la diversità di pensiero e atteggiamento che caratterizza uomini e donne, l’universo maschile e quello femminile.

In questo campo il massimo esperto è John Gray l’autore del best seller  “Gli uomini vengono da Marte le donne da venere”.

 Ti basterà guardare qualche video tratto da un corso di John Gray renderti conto di quanto precisa e lucida sia la sua analisi. Impossibile non ritrovarsi nelle sue descrizioni. Da analisi tanto lucide non possono che discendere preziosi consigli per migliorare la relazione di coppia.

 Per conoscere meglio John Gray ti regalo l’e-book “Come costruire relazioni durature”.

 

Agisci subito!

  • Analizza il conflitto dal punto di vista di un estraneo non coinvolto
  • Evidenzia le conseguenze sia pratiche che emotive della situazione
  • Analizza come tali conseguenze possono colpire l’identità di ciascuno
  • Raccogli informazioni oggettive e individua gli scopi di ciascuno
  • Ricerca una soluzione comune che tenga conto degli interessi e delle preoccupazione di entrambi

 

Ricorda

“Le donne desiderano ricevere comprensione, gli uomini accettazione – Una donna si sente compresa quando un uomo la ascolta con partecipazione e senza giudicare ciò che dice. Più questo bisogno è soddisfatto, più sarà facile dare al compagno l’accettazione che lui desidera.

 Quando gli uomini tornano a casa, vogliono rilassarsi, ad esempio, leggendo il giornale, anche le donne vogliono rilassarsi dopo una giornata pesante. Loro, tuttavia, trovano sollievo parlando dei loro problemi. Gli uomini sono convinte che le donne parlino troppo, mentre le donne si sentono ignorate”.

John Gray

 

 Approfondimenti:

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Marte e Venere si Innamorano di Nuovo

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Conversazioni Difficili Conversazioni Difficili
Come uscire da situazioni delicate senza rovinare le vostre relazioni
Anne DicksonDimmi di più….

E te, come te la cavi con le relazioni? Conosci i libri di John Gray?  Lascia il tuo commento. Sono curioso di conoscere il tuo punto di vista. Grazie.

I video di John Gray – da Hiperformance

 
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