Fermarsi per muoversi in fretta

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Una pausa. Ogni tanto conviene prendersi una pausa per riflettere.

A volte ne senti proprio il bisogno, altre volte ne hai bisogno ma non lo senti.

Conviene fermarsi e ricaricarsi. Fare il punto della situazione. Recuperare i sogni, le aspirazioni, se stessi.

Pianifica sulla tua agenda mezz’ora al mese per tracciare la rotta e verificare il tuo percorso.  Per rientrare in contatto con te stesso.

Avere consapevolezza

Sei soddisfatto di ciò stai facendo per te e per gli altri? Corrisponde alle tue aspirazioni? E’ quello che vuoi veramente?

Se sei soddisfatto di ciò che sei e ciò che fai è perché sai o senti che tutto ciò è connesso con uno scopo più grande, sai o senti che ti fa crescere, migliora te, le persone a te vicine e forse, se ci pensi bene, più o meno direttamente migliora l’intera umanità.

Conoscere le tue aspirazioni 

Cosa vorresti fare di diverso? Che riflessi avrebbe su te e sugli altri? E’ quello che vuoi veramente?

Cos’è che ti incuriosisce, ti appassiona, ti emoziona, cosa sprigiona il fuoco in te, cosa ti dà  quella sottile eccitazione, quell’iniezione di adrenalina che ti fa sentire vivo?

In quale contesto, rispetto a cosa, con quali persone, rispetto a quali argomenti provi queste sensazioni e ti senti più a tuo agio.

In che modo ti fa crescere, migliora te e le persone vicino a te, l’intera umanità?

Pianificare l’azione 

In che modo puoi integrare l’ambito delle tue aspirazioni, la tua essenza con il contesto attuale?

In che modo puoi trasferirti in contesti diversi in cui puoi meglio integrare le tue aspirazioni e la tua essenza.

Di quali conoscenze hai bisogno? Di quali risorse tecniche, saperi? Di chi hai bisogno? Chi può aiutarti, consigliarti, indirizzarti, appoggiarti? Quali risorse economiche ti occorrono? Di quanto tempo presumi di aver bisogno?

Quali comode (e noiose) abitudini dovrai combattere? Quali nuove vie dovrai battere, sperimentare?

Ecco ora un passaggio spesso trascurato nei processi di cambiamento:

Come preserverai gli affetti, come li integrerai nel contesto verso cui ti stai indirizzando? Come ti porterai appresso le persone importanti? Quali saranno i loro benefici?

Per cambiare risultato devi agire diversamente, per agire diversamente devi far emergere l’altro te, quello ideale

Agire

Agire significa fare, mettere in pratica, trasformare il pensiero in azione, anche quando pensi di non essere pronto.

Sei pronto? No, non lo sarai mai. Agirai? Sì lo farai!

Perseverare

Quando sei partito, mantieni la rotta, senza distrarti e farti deviare dalle prime inevitabili difficoltà, è il momento più difficile, tieni duro ma sii flessibile; la meta è ferma la via può mutare.

Sarà facile? No, non lo sarà. Dovresti rinunciare? Sarai tentato, ma resisterai.

Su cosa farai leva per resistere? Suoi tuoi talenti, le tue capacità, suoi tuoi valori.

Pianifica

Adesso pianifica:

Cosa farai?

Come lo farai?

Come lo vivrai?

Come  lo vivranno gli altri?

Come resisterai?

Come supererai gli ostacoli?

Come ti sentirai nel raggiungere il  scopo?

Cosa proverai alla fine?

Adesso fermati e guarda indietro.

Come sei cambiato? Cosa sai fare adesso? Chi sei?

Diario di crescita

La curiosità e la conoscenza sono gli unici antidoti ai pregiudizi e alle convinzioni. Ti spingono ad agire anziché reagire, a cambiare anziché perseverare nelle comode quanto aride abitudini.

 A questo serve un diario di crescita.

 

Il regalo per te da IoManager

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Compendio di miglioramento e sviluppo personale

Zen

  • Tratti gli altri con giustizia e imparzialità
  • La mancanza di rispetto o i giudizi ingiusti nei tuoi confronti si ripercuotono su chi le emette non su di te
  • Conosci te stesso le tue passioni e i tuoi valori
  • Se non piaci a qualcuno può dispiacertene ma non intacca il tuo valore e la tua percezione del tuo valore…
  • se hai obiettivi realistici non c’è nessun motivo per cui potresti non ottenerli
  • Sei consapevole di poter migliorare, nonostante ciò accetti e valorizzi ciò che sei oggi
  • Hai diritto di sbagliare per imparare
  • La tua felicità e la tua realizzazione sono scopi nobili se ottenuti con mezzi onesti
  • Coltivi e mantieni l’abitudine di espandere le tue conoscenze e imparare
  • Accetti le tue mancanze anche se non le approvi
  • Le tue debolezze non ti rappresentano e non ti definiscono
  • La tua realizzazione dipende da te, ne sei responsabile
  • La tua felicità dipende da te ne sei responsabile
  • Il tuo comportamento con gli altri dipende da te ne sei responsabile
  • La presa di coscienza della tua responsabilità ti dà potere, se dipendesse  dagli altri potresti farci poco o niente, ma dipende da te, il cambiamento è sotto il tuo dominio.
  • Non attendi nessuno che ti corregga, sorregga, redima, scelga, agisca per te
  • Se vuoi raggiungere un obiettivo devi avere un piano e devi metterlo in atto, verificare i progressi e avere una strategia flessibile;  la cambierai ogni volta che non funziona, perseverai e ti rialzerai dopo ogni fallimento
  • Sei onesto e affidabile,  dici quel che farai e fai quello che dici
  • Ami gli altri

Post ispirato da “I Sei Pilastri dell’Autostima” di Nathaniel Branden

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foto di g0upil da Flikr rielaborata

Risolvere un problema in breve tempo

Ecco un metodo semplice e veloce per risolvere una situazione difficile.

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Come prima cosa definisci il problema. Descrivilo in modo sintetico ma completo e con esempi specifici. Prendi appunti.

Ok. Adesso si passa alla fase due.

Come dovrebbe essere la situazione ideale?

Se il problema fosse risolto cosa accadrebbe? Immagina in ogni dettaglio la situazione come vorresti che fosse. In questo momento non devi pensare agli ostacoli, lo so che ti viene naturale, stai tranquillo, potrai farlo fra pochissimo,  ma adesso concentrati sulla soluzione ideale. Descrivila sinteticamente ma con immagini ed esempi specifici. Prendi appunti.

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Fase tre. Ecco il momento di individuare gli ostacoli che si frappongono fra la situazione reale e quella ideale. In questa fase di solito non c’è bisogno di aiuto, siamo bravissimi in questa fase! Indovina cosa devi fare. Sì, hai indovinato, prendi appunti!

Fase quattro. Adesso analizza gli ostacoli. Da cosa derivano? Da chi dipendono?

Suddividili in tre categorie:

  • il contesto,
  • gli altri
  • te (eh sì, proprio te, davvero pensavi di non avere responsabilità nel problema?)

Tu cosa puoi fare qualcosa per migliorare la situazione rispetto al conteso?

Sempre tu come puoi migliorare la situazione rispetto agli altri?

Ti renderai conto che puoi fare molto in entrambi i casi.

Adesso scrivi in dettaglio e in modo specifico quali sono le azioni da compiere per passare dalla situazione reale a quella ideale e indica i termini entro i quali ti impegni a compierle.

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Agisci subito

  • definisci il problema
  • definisci la situazione ideale
  • individua gli ostacoli che si frappongono fra il problema e la situazione ideale suddividendoli in tre categorie: contesto, gli altri, te
  • definisci le azioni che compirai rispetto al contesto e agli altri e il termine entro il quale le realizzerai

Risorse utili:

Problem Solving Strategico da Tasca
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L’arte di trovare soluzioni a problemi irrisolvibili
Giorgio Nardone
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Il Foglio Elettronico come Strumento per il Problem Solving + CD Rom
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Metodi e modelli per le organizzazioni
Roberto Chiappi
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PNL per il Problem Solving
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Come trovare soluzioni usando la Programmazione Neuro-Linguistica
Sid Jacobson
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Quanto vali?

Sei felice?

Ora. proprio ora, mentre stai leggendo queste righe sei soddisfatto della tua vita, del tuo lavoro, di te stesso?

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Probabilmente c’è almeno un’area della tua vita in cui non ti senti particolarmente soddisfatto. Tutti soffriamo, chi più chi meno, periodicamente, di questo senso di mancanza di appagamento. Tutti.

Anche coloro che sembrano baciati dal successo.

Perché?

Principalmente per due motivi:

1) obiettivi irrealistici, ambizioni eccessive

2) concentrazione dell’attenzione sui difetti, sulle mancanze, sugli insuccessi

Cosa vuoi? A cosa miri? Con cosa confronti le tue prestazioni? Dove vorresti arrivare?

L’ambizione è sana. Ma lo è anche il senso del reale. Ambire è appropriato, pretendere no.

Se pretendi di svolgere la tua attività professionale nell’ambiente di lavoro  perfetto è probabile che non ti sentirai mai completamente realizzato. Se in un mese vuoi diventare l’amministrazione delegato della società per cui lavori e adesso sei un “semplice” impiegato le probabilità di sentirti frustrato saranno assai elevate. Se ti aspetti la perfezione soffrirai costantemente, perché, si sa, non è di questo mondo. L’eccellenza, seppur rara, lo è, la perfezione no.

Ma il risvolto più rasserenante della storia è che gli altri non la pretendono, i tuoi capi, i tuoi familiari, i tuoi amici non se l’aspettano. Probabilmente sei già abbastanza capace, dotato, meritevole per loro. La tua prestazione va già bene, ma la tua attenzione è rivolta a quello che avresti potuto fare di più e  meglio o a ciò che avresti potuto fare e non hai fatto; verso al poco che manca invece che al molto che c’è.

Sei stato abituato a pensare così. L’educazione dei genitori, la scuola spesso sottolineano le mancanze.

Quando ricevi complimenti tendi a sminuire l’importanza di ciò che hai fatto? Beh, soffri della sindrome dell’auto svalutazione.

Non ti preoccupare, sei in buona compagnia e si può migliorare! Come?

Continua a leggere e lo saprai.

Indirizza intenzionalmente l’attenzione verso i tuoi talenti, le tue doti. Quando devi affrontare un compito importante e sei in ansia, concentra l’attenzione verso l’impegno che hai profuso nel prepararti, verso esperienze precedenti di successo, verso ciò che sai di sapere.

Esercitandoti a notare i tuoi successi ti renderai finalmente conto di quanto vali.

Quali sono stati i tuoi più grandi successi? In quale aree stai primeggiando e in quali stai ottenendo dei buoni risultati?

Più sposti l’attenzione verso i tuoi successi, più la distogli dai fallimenti.

Questo non significa ignorare gli errori o illudersi, significa imparare a valutarsi obiettivamente spostando intenzionalmente e consapevolmente lo sguardo dalle mancanze, cui fino ad oggi hai dedicato troppa attenzione, verso i tuoi successi, che hai trascurato.

Ecco cosa devi fare nelle prossime due settimane:

  1. verifica i tuoi obiettivi: sono realistici?
  2. verifica le tue ambizioni: sono adeguate
  3. concentra l’attenzione sui tuoi successi attuali e passati
  4. usali come riferimento e sostegno per le tue azioni future

 

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Per una vita piena di significato e di valore
Gerd Achenbach
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Ottenere risultati con altri (colleghi, figli)

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Come puoi fare in modo che gli altri agiscano come desideri in vista di un obiettivo comune e che gli altri siano felici di farlo?

Che si tratti di collaboratori da indirizzare verso gli obiettivi aziendali o di figli da educare il problema di convincere l’altro ad agire per il raggiungimento di un determinato scopo è un problema non da poco.

Certo, puoi chiedere, o puoi pretendere. Probabilmente ti capiterà di fare prima l’una poi l’altra cosa. Ma questo non ti garantisce che l’altro segua le tue indicazioni.

A volte l’altro può rifiutarsi di agire come richiesto. Più spesso non opporrà un netto rifiuto ma piuttosto dissimulerà, rinviando, accampando scuse, facendo qualcosa ma non tutto. E la dissimulazione disarma. Di fronte a un rifiuto puoi ribattere. Di fronte alla dissimulazione sei senza difese.

Cosa fare?

Per prima cosa occorre portare l’altro dalla tua parte. Se non vuole fare qualcosa è perché non percepisce il beneficio che ne trae, o lo svantaggio che evita. Spesso, non sempre, un reale beneficio per il tuo interlocutore esiste.

Quale è il vantaggio che l’altro trae dal comportamento o dal compito richiesto, cosa implicherebbe per lui comportarsi diversamente o non portare a termine il suo compito? 

La risposta a questa domanda fornisce argomentazioni da utilizzare per convincere l’altro ad agire come richiesto.

Secondo: Se non agisce come desideri chiediti se hai qualche responsabilità per il suo comportamento. Sei sicuro che l’altro abbia ben compreso cosa deve fare? Cosa ti aspetti esattamente da lui? In che tempi? Hai condiviso un sistema di misurazione del risultato? Come farete a sapere con certezza che il compito è stato portato a termine o che l’obiettivo è stato raggiunto. Avete fissato dei momenti intermedi di verifica?

Spesso si danno prescrizioni frettolose, senza prendersi il tempo necessario per spiegare in dettaglio cosa ci si aspetta, per quando lo si desidera e in base a quali criteri il lavoro sarà valutato.

Rispondi alle domande precedenti e avrai la certezza di evitare questi errori banali ma frequenti.

Terzo: hai coinvolto l’altro nella decisione relativa agli obiettivi, le modalità per ottenerli, i tempi entro i quali vanno raggiunti? Quanto l’hai reso partecipe, attenzione, non ho detto l’hai fatto sentire partecipe, ma l’hai realmente reso protagonista della definizione del compito e dell’obiettivo e delle modalità attraverso le quali raggiungerlo?

Più che pretendere conviene chiedere. Comunica i vincoli esterni, le scadenze, gli obiettivi aziendali o della famiglia, i regolamenti. Verifica che siano chiari e poi chiedi all’altro come pensa di dover agire per ottenere il risultato, in che tempi (naturalmente che siano compatibili con i vincoli indicati), quali strumenti intende utilizzare. Riprendi le domande del secondo punto e ponile al tuo interlocutore. Poi riprendi il primo punto e chiedigli quali siano i vantaggi per lui nel rispettare l’obiettivo. Focalizza l’attenzione su tali benefici e attiverai la sua motivazione.

Quando hai eseguito i tre passi formula un accordo esplicito. Riassumi quanto vi siete detti e chiedi se l’altro ha delle osservazioni. Se le ha, discutile, altrimenti chiedi il suo accordo esplicito: “Allora siamo d’accordo?”. La sua risposta affermativa lo vincolerà. Se è il caso puoi anche inviare una mail riassuntiva chiedendo una sua risposta di conferma.

Gli accordi espliciti e ben definiti sono la via più sicura per ottenere risultati dagli altri. Prova con i tuoi collaboratori, ma anche con i tuoi figli.

Quale è la tua esperienza? Ti è capitato di avere difficoltà ad ottenere qualcosa dai tuoi colleghi? E con i tuoi figli? Lascia un commento.

Prova a mettere in pratica quanto sopra e condividi la tua esperienza, rendimi partecipe lasciando un commento. Grazie.

Agisci subito

Per ottenere risultati con gli altri:

  • Punta sui benefici che traggono dal raggiungimento dello scopo comune. Rendi espliciti i vantaggi, esponili puntando sulle emozioni positive che puoi suscitare in loro. Dosa argomentazioni logiche e emozioni
  • Chiarisci in maniera cristallina gli obiettivi, le aspettative, come verranno misurati i progressi e il raggiungimento del risultato e i tempi attesi per farlo.
  • Fai che sia l’altro a decidere come giungere all’obiettivo, a descrivere il percorso, le modalità. Fai in modo che si senta parte del progetto, o meglio, rendilo concretamente coprotagonista del progetto.
  • Rendi tutto ciò parte di un accordo esplicito. L’accordo rende molto più facile ottenere l’impegno degli altri.

“Il lavoro di squadra è l’abilità di lavorare insieme verso una visione comune. L’abilità di dirigere ogni realizzazione individuale verso un’obiettivo organizzato. E’ il carburante che permette a persone comuni di ottenere risultati non comuni.” (anonimo)

Comunicare in Famiglia, Comunicare con gli Altri
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100 Regole per Motivare gli Altri
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